Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Antonini, prima udienza: reintegro con accordo

di Donatella Francesconi
Antonini, prima udienza: reintegro con accordo

La proposta del giudice del lavoro agli avvocati di Ferrovie presenti in aula Affollato presidio sotto il Tribunale, la causa è rinviata al 2 ottobre

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VIAREGGIO. Reintegro al lavoro previo accordo tra le parti comprensivo di conclusione del lavoro di consulente di parte lesa. Così, ieri mattina in Tribunale a Lucca, la prima udienza relativa al licenziamento di Riccardo Antonini, ferroviere, anima dell’Assemblea 29 giugno da sempre al fianco dei familiari del disastro ferroviario del 29 giungo 2009. Alla richiesta formulata dal giudice del lavoro, dottor Luigi Nannipieri il plotone di avvocati schierato dalle Ferrovie ha dapprima assistito in un silenzio che il giudice ha interpretato come un rifiuto, salvo poi modificare la propria posizione, ipotizzando di prendere in considerazione l’atto di mediazione che il giudice deve per legge fare. Il proseguimento dell’udienza è stato rinviato al 2 ottobre prossimo. In quella sede le parti dovranno dire chiaramente se la strada dell’intesa, verso il reintegro di Antonini ipotizzato dal giudice, sia percorribile o se il processo entra nel vivo. Partendo dall’ascolto dei numerosi testimoni che le parti sono pronte a schierare.

Perché le motivazioni di Rete ferroviaria italiana (gruppo Fs) per il licenziamento di Antonini non sono unicamente relativi alla sua azione di consulente di parte, al fianco dei familiari di chi ha perso la vita nella strage di tre anni fa. L’azienda del gruppo Fs contesta ad Antonini il comportamento che lo stesso avrebbe tenuto a Genova, in occasione della festa del Partito democratico, nel settembre dello scorso anno. Ad Antonini, Fs attribuisce una serie di parole pesanti ed insulti che sono stati rivolti all’amministratore delegato Mauro Moretti, costretto ad allontanarsi dalla festa visto il pressing di comitati “NoTav”, m anche dei pendolari liguri che alla festa si erano dati appuntamento per far sentire le proprie ragioni.

Una contestazione in piena regola ed a più voci - come dimostrano le numerose foto scattate quella sera e come può testimoniare chi era presente - che viene però imputata, di fatto, al solo Antonini. Al punto da ritenere di licenziarlo, mescolando le ragioni della sua consulenza con quelle dell’attività dell’Assemblea 29 giugno.

Numerosi i familiari delle vittime che hanno voluto testimoniare la propria solidarietà a Riccardo Antonini partecipando ieri mattina al presidio organizzato sotto il Tribunale, a Lucca, insieme ai ferrovieri e a molti esponenti dell’Assemblea 29 giugno. Al ferroviere licenziato anche la solidarietà di Sinistra ecologia e libertà Sinistra Ecologia Libertà: «L'esito positivo della battaglia di Antonini è fondamentale per riaffermare il diritto di tutti alla giustizia, alla libertà e alla sicurezza. Tutta la città così colpita il 29 giugno deve sentire la lotta per il suo posto di lavoro come propria, perchè il suo licenziamento è un insulto a tutta la città».

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