Sicurezza
«Ho fermato l’ordinanza di chiusura»
Così il comandante della polizia municipale nelle telefonate intercettate con Athos Pastechi
VIAREGGIO. È il 27 gennaio del 2004 quando, su un’utenza telefonica in uso ad Athos Pastechi, all’epoca presidente della circoscrizione Torre del Lago ed esponente politico di Forza Italia, si svolge una conversazione con Angelo Bertolucci, comandante della polizia municipale (come oggi, da poche settimane). Il quale «comunica al Pastechi di dovergli notificare l’ordinanza di chiusura della discoteca “Evita” facente capo alla società Liberty «riconducibile al Pastechi, sebbene formalmente gestita dalla di lui moglie». Numerosi cittadini che abitavano nella zona del locale «si erano lamentati degli eccessivi rumori provenienti dalla discoteca e che arrecavano disturbo. Il 24 dicembre 2002 «era stata emessa un’ordinanza che avrebbe consentito al locale di prolungare l’orario di apertura in assenza di emissioni acustiche verso l’esterno». Ed Arpat «aveva disposto l’esecuzione di opere di insonorizzazione del locale in realtà mai svolte». Tanto che il locale viene chiuso dalla polizia di Stato per un giorno. È in questo quadro che avviene la conversazione del 27 gennaio 2004: “Ora l’ho fermata”. Così l’intercettazione 5545, nelle motivazioni della sentenza appena depositate. A parlare è Bertolucci, accusato di aver ricevuto regali (un giubbotto ed un cellulare) da Pastechi «in cambio di un trattamento di favore da tenere rispetto ad alcuni problemi rilevati nella conduzione dell’attività della discoteca “Evita”». Reato andato in prescrizione a fine ottobre 2011.
Il 4 novembre dell’anno precedente - è ancora la ricostruzione fatta nelle pagine della motivazione della sentenza, «era stata intercettata un’altra conversazione, sempre tra Pastechi e Bertolucci». Il quale «aveva evidenziato l’esistenza del problema ed il rischio di dover chiudere la discoteca». Due giorni dopo, il 6 novembre, Bertolucci e Pastechi si parlano ancora. Ed è il politico torrelaghese a far sapere al comandante della polizia municipale «che sarebbe stato necessario prendere tempo così nelle motivazioni - fino a fine anno, essendo in procinto di vendere la discoteca». Il 18 novembre, in un’altra telefonata tra i due, Pastechi viene rassicurato da Bertolucci «che non sarebbe andato a fare il controllo». Il 24 dicembre, alla vigilia di Natale, ancora per telefono, Pastechi fa presente a Bertolucci «che sarebbe passato per consegnargli il giubbotto, operazione andata a buon fine, tanto che il costo venne poi caricato sul bilancio Liberty». Come si apprende, sono ancora le motivazioni a raccontarlo, da un’altra intercettazione.
Fin qui i fatti che riportano indietro nel tempo. Ma nelle pagine redatte dai giudici del Tribunale di Lucca si parla anche dell’oggi, dei giorni nei quali Bertolucci stava per indossare nuovamente la divisa da comandante delle polizia municipale: «Appaiono pertanto non credibili le dichiarazioni rese dal Bertolcuci in sede di interrogatorio prodotto all’udienza del 22 maggio 2012, risultando le stesse smentite, a nulla rilevando il modesto valore degli oggetti ricevuti dal Pastechi». Affermazione dura che così conclude: «Non può pertanto certo dirsi destituita da fondamento l’ipotesi accusatoria relativa alla ricezione di regalie in cambio dell’omesso compimento d’atti d’ufficio».
Donatella Francesconi
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