Sicurezza
Addio ai 2 milioni di euro chiesti a Tev dai comuni
La società, a sorpresa, chiede il concordato preventivo in tribunale a La Spezia I sindaci versiliesi rischiano di non poter più avere i loro soldi indietro
MASSAROSA. Ersu e i comuni della Versilia con ogni probabilità dovranno dire addio ai soldi chiesti indietro a Tev per le tariffe troppo alte appllicate negli anni passati per lo smaltimento dei rifiuti. Il colpo di scena arriva dal tribunale di La Spezia. Tev ha infatti presentato là una richiesta di concordato preventivo, già accolta dai giudici. In pratica questo tipo di procedura - che serve ad evitare il falimento - congela tutti i pagamenti verso i creditori non privilegiati.
Secondo le prime stime Ersu - che secondo i calcoli fatti dai responsabili della società dovrebbe avere indietro circa 2 milioni di euro versati fino al 2009 per conto dei comuni - potrà al massimo ricevere una percentuale tra il 7 e il 10% della cifra richiesta.
Una consulenza tecnica fatta dai periti del Tribunale di Viareggio nel gennaio scorso aveva dato ragione e Ersu: la tariffa versata a Tev era eccessiva. E per questo la società versiliese poteva avere indietro oltre 2 milioni. Ma il ricorso al concordato preventivo darà la precedenza ai creditori privilegiati. Ersu e i comuni della Versilia non rientrano in questa categoria.
Intanto - dopo gli accordi sulle tariffe - continuano le procedure per l’ingresso nel settore dei rifiuti della neonata società Vera che dovrà gestire l’impianto di smaltimento di Pioppogatto.am ancora per i lavoratori la riassunzione non è arrivata.
Per questo ieri hanno incontrato il sindaco dicamaiore alessandro Del Dotto. Garantire il lavoro, attraverso l'assicurazione che Pioppogatto non chiuderà. È un primo messaggio lanciato del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ai lavoratori degli impianti di Pioppogatto e Falascaia. «La gestione dell’emergenza rifiuti - ha detto, al termine dell'incontro - non può prescindere da una organizzazione del lavoro che tuteli i diritti degli operai, che sono una risorsa nell’ottica del Piano Favoino. I Comuni, su questo punto, non possono transigere con chi ha consegnato le chiavi degli impianti e, in aggiunta, devono essere molto chiari con chi quegli impianti dovrà poi far funzionare». Dopo le incertezze occupazionali riferite dai lavoratori, Del Dotto si è preso l’impegno di conoscere, in sede di Cav, le necessità reali del numero di operai che dovranno essere impegnati nel futuro funzionamento di Pioppogatto».
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