Il Tirreno

Versilia

Incassi dimezzati e turisti spariti Proteste dai negozi

di Marco Pomella

Contestata la scelta di aprire i cantieri di Gaia in estate «Code, traffico e zero segnaletica: è un vero disastro»

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LIDO. Per gli automobilisti è un vero inferno, con la Sarzanese da una parte, e la Provinciale dall'altra, ingolfate da mattina a sera. Per i residenti è un disagio continuo, costretti a fare assurdi giri per rientrare a casa. Per i commercianti rappresenta un calo netto degli affari di oltre il 50%. Non piace a molti la decisione di avviare i lavori per le condutture idriche di Gaia in piena estate. Il risultato infatti - nonostante gli accorgimenti in corso adottati dall'amministrazione comunale - è che da via Italica parte un coro di proteste che unisce commercianti, residenti e semplici passanti. I lavori sono iniziati una decina di giorni fa, e andranno avanti ancora per altri dieci giorni circa. Nei primi momenti era stato il caos, con lunghe file di auto incolonnate sulle principali arterie del Comune. Poi Comune e Municipale corsero ai ripari. Istituendo il senso unico sulla via Italica da monti al mare (ossia dalla Provinciale all'altezza della carrozzeria Stadio alla Sarzanese) al mattino, e da mare a monti la sera. Il traffico, seppur migliorato, è comunque molto intenso. A farne le spese i residenti, di certo, ma anche i tanti turisti che non conoscono strade alternative per i loro percorsi (e non ci sono segnali stradali che aiutino gli incerti). Il risultato sono lunghe file, specie nelle ore di punta. I residenti però non accettano i disagi. «Perché avviare questi interventi, programmati da tempo, in piena estate, quando il flusso di auto è sicuramente più intenso?», si chiedono in diversi. Letteralmente infuriati invece alcuni commercianti della zona, come Maria Pia Baldi, titolare del negozio di frutta e verdura a chilometro zero della via Italica. «Con questi lavori sulla strada – denuncia la signora – abbiamo perso due terzi dei nostri clienti».

Molta, di conseguenza, la merce buttata via, specie nei primi giorni di disagio: frutta e verdura finita nel cassonetto, invece che nelle case. «Avevamo fatto gli ordini come sempre, perché nessuno ci aveva avvertito della chiusura della strada. E così abbiamo buttato tanta di quella merce. Ora facciamo ordini più piccoli, ma la situazione è critica. Qui venivano tanti turisti, a frotte: non se ne è più visto uno». La signora Baldi aveva proposto un’alternativa, ma invano. «Invece di bloccare la strada potevano fare un senso unico alternato, con un semaforo”, dice. Più blandi, ma comunque negativi, i commenti degli altri commercianti della zona. Tutti sono d'accordo che poteva essere scelto un altro periodo per aprire il cantiere sulla strada e chiudere la via al traffico.

(m.p.)

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