Il Tirreno

Versilia

«Ciardi aveva assoluto bisogno di cure»

«Ciardi aveva assoluto bisogno di cure»

Chi l’ha visto per l’ultima volta venerdì scorso ricorda le condizioni dell’anziano morto al Ferrhotel

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VIAREGGIO. «L’abbiamo visto l’ultima volta venerdì: stava male, gli si era gonfiata tutta la gola, non riusciva più a inghiottire neppure l’acqua...». Carlo Lippi e la moglie, Giovanna Lazzarini, sono i titolari del bar “Menghino”. Che Marco Ciardi, l’anziano morto lunedì notte al Ferrhotel frequentava: «Diceva spesso - ricorda Giovanna - che eravamo la sua famiglia...». Marco stava male, «ma non c’era stato modo di convincerlo ad andare né alla Croce Verde e nemmeno al Pronto soccorso. C’eravamo offerti di accompagnarlo e così avevano fatto altri clienti del bar che lo conoscevano. Negli ultimi tempi, per nascondere il gonfiore, si era fatto crescere la barba...».

Ciardi aveva lavorato come postino e aveva dei parenti a Genova, oltre ad uno zio molto anziano a Viareggio. In città l’uomo ha vissuto passando da una struttura di accoglienza all’altra: prima alla pensione “Lella”, poi al Marco Polo: «In entrambe queste sistemazioni si era trovato bene anche perché aveva i pasti - continua Giovanna -: al Ferrhotel, invece, sembrava non fosse in grado di farsi da solo neppure un piatto di pasta...».

«Quanti anziani in questa città vivono in solitudine e spesso in condizioni socio economiche assai prossime al degrado ed alla povertà?». La domanda arriva dalla senatrice Manuela Granaiola (Pd) che continua: «Come mai, a fronte di un'ondata di calore come quella che ci ha investito nei giorni scorsi, nessuno nelle istituzioni cittadine ha sentito il bisogno di attivare una rete di sostegno minima, anche solo di informazione, di contatto o di semplice attenzione? Come mai una struttura per l'emergenza abitativa dove abitano numerosi anziani (molti dei quali anche in precarie condizioni) sopravvive nel più assoluto disinteresse dell'amministrazione comunale, degli uffici del sociale e del rispettivo dirigente di settore e non succede assolutamente niente? »

L’ultima volta che l’amministrazione Lunardini si è interessata alla struttura del Ferrhotel - sottolinea Manuela Granaiola - «è stato quando si è presentato l’assessore Vittorio Fantoni con la una fantasiosa ipotesi di creare al Ferrhotel un piccolo ristorante per i poveri. Peccato che non sappia che al Ferrhotel non solo non ci sono spazi adeguati, ma neppure l'allaccio del gas».

E da inizio mandato che, nel mezzo di una situazione di vero e proprio allarme sociale, l’assessore al sociale rincorre il sogno del “ristorantino” per i più bisognosi. Inizialmente la strada tentata era stata quella del circolo “il Fienile”, poi della struttura del Comune in via Cairoli che però l’amministrazione Lunardini vuole vendere, ed ora il Ferrhotel. In realtà, dato per certo più e più volte, il progetto è ancora tra i sogni di un assessore al sociale di fatto privo di ogni mandato. Al punto che ieri, dopo la morte di Ciardi, dal Comune e dagli assessori competenti, Fantoni e Accialini, non è arrivata neppure una parola. (d.f.)

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