Sicurezza
«Vi chiediamo di essere in strada insieme»
Il documento politico del Comitato organizzatore: lottare contro tutte le discriminazioni
VIAREGGIO. L’errore più grande sarebbe vedere nell’evento che sabato attraverserà la città solo il colore o la rivendicazione dei locali della Marina. Su questo gli organizzatori sono stati chiari. Perché il comitato organizzatore del Toscana Pride (Agedo Toscana, Arcigay Arezzo "Chimera Arcobaleno", Arcigay “Leonardo Da Vinci” Grosseto, Arcigay “Il Faro” Livorno, Arcigay Pisa, Arcigay “La Giraffa” Pistoia, Arcigay "Movimento Pansessuale" Siena, Arcilesbica Firenze,Arcilesbica Pisa,Associazione Consultorio Transgenere, Consorzio Friendly Versilia, Ireos - Firenze, MIT Toscana, Rete Genitori Rainbow) ha messo nero su bianco un documento politico dettagliato. Nel quale si legge: «Manifesteremo perché siano riconosciuti i nostri amori e sia garantita la nostra salute; per non essere più maltrattati nelle scuole o in famiglia, né marginalizzai e sfruttati nel mondo del lavoro. Manifesteremo perché vogliamo essere liberi di dire chi siamo e vivere con serenità, con il pieno riconoscimento dei nostri compagni.
Vogliamo i matrimoni, i registri delle unioni civili e l’equiparazione anagrafica per nuclei familiari dello stesso sesso; vogliamo riconosciuto il nostro pieno diritto e ruolo di genitori, quali che siano le nostre famiglie; vogliamo un personale sanitario formato alle differenze. Non manifesteremo solo per noi stessi: le lotte per i diritti civili riguardano tutti. Manifestiamo, lottiamo, immensamente orgogliosi. Insieme».
Questo chiedono alle città che attraversano: un pezzo di strada insieme perché siamo davvero garantiti i diritti di tutti coloro che scelgono di amarsi. E tra i tanti diritti negati c’è anche quello alla vita: «La lotta al sessismo e al machismo - si legge nel documento - è un contenuto imprescindibile della nostra piattaforma. Non è difficile comprendere come l’oppressione delle donne e quella dei soggetti omosessuali o transessuali siano da considerarsi come aspetti diversi del dominio e del privilegio del maschio eterosessuale. La connotazione stereotipata, la subalternità, la violenza subita – sia nella sua dimensione quotidiana, e più frequentemente familiare, di vessazione psicofisica e maltrattamento, sia nella dimensione estemporanea di violazione brutale dell’integrità personale – sono esperienze che accomunano discriminazioni e violenze di genere a quelle per orientamento sessuale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
