Gioco
Lo trovano morto dopo giorni Anziano e solo viveva al Ferrhotel
La scoperta ieri sera poco dopo le 23. I vigili del fuoco hanno dovuto sfondare la porta della stanza La struttura per l’emergenza abitativa è affidata all’Auser che da due anni è senza convenzione
VIAREGGIO. L’hanno trovato morto, sul letto, nella stanza che il Comune gli aveva messo a disposizione al Ferrhotel, la struttura a fianco del Dopolavoro ferroviario. Marco Ciardi, 71 anni, viareggino, viveva lì da qualche tempo, da solo. A insospettirsi che all’anziano potesse essere accaduto qualcosa è stata una donna che abita all’interno della stessa struttura che il Comune utilizza da anni per venire incontro all’emergenza abitativa soprattutto di persone in là con gli anni che si ritrovano senza casa. Ciardi non si vedeva da qualche giorno (forse addirittura cinque) e dalla stanza iniziava a provenire odore di decomposizione. Al punto che chi è entrato per primo è dovuto scappare.
Così sono stati chiamati i vigili del fuoco, per sfondare la porta della camera. L’associazione che gestisce, con volontari, lo stabile non ha infatti le chiavi degli alloggi, ai quali spesso vengono cambiate le serrature per prevenire il fenomeno dei furti. Sul posto anche la polizia municipale ed i carabinieri, oltre al medico inviato dalla centrale operativa del 118. Il quale non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
«Qui gli ospiti hanno completa autonomia», spiega Marzio Francesconi che è il presidente dell’Auser, l’associazione di volontariato che assicura la presenza di una persona al mattino, fino a mezzogiorno, perché da due anni non ha più la convenzione con l’amministrazione comunale.
«Ognuno ha le chiavi del portone e delle rispettive stanza. E quindi vanno e vengono come a casa propria».
In realtà casa il Ferrhotel non è, nonostante che qualcuno ci viva da anni e nonostante l’Auser, in passato, abbia anche assicurato forme di animazione per gli ospiti, quasi tutti anziani. È, e resta, struttura d’emergenza, si pur cronica. Per persone sole e qualche volta malate: «Abbiamo pacchi di segnalazioni al servizio sociale del Comune - continua Francesconi - che rimangono regolarmente inascoltate. Perché il Comune non ha nessuno che può occuparsene: questa la risposta che regolarmente riceviamo».
Ciardi era malato, «come può esserlo un anziano solo», così lo descrive Francesconi. Ed altri si trovano nella stessa condizione, bisognosi di un’attenzione che nessuno sembra in grado di assicurare.
Fino a che non rimane niente da fare: una porta sfondata, l’amara costatazione che la vita se n’è andata senza che per giorni qualcuno se ne sia accorto, i rilievi di rito, un carro funebre che si muove lentamente in una notte d’estate, mentre le persone in strada osservano e commentano.
(ha collaborato Roy Lepore)
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