Sicurezza
Guerra per il porticciolo della vela
L’area nella zona dell’Arlecchino è contesa tra due società: in ballo una decina di posti di lavoro
LIDO. Ci sono in ballo decine di migliaia di euro all’anno e un importante servizio per gli amanti della barca a vela che frequentano Lido. Ma anche il lavoro di un gruppo di persone che va da 5 a 10 a seconda del periodo della stagione.
Per questo la guerra a colpi di lettere - e presto di carte bollate, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti alla disputa - tra la società “Club velico di Lido” e l’”Assonautica” è finita anche sul tavolo del sindaco Alessandro Del Dotto.
Il caso riguarda il piccolo porto-spiaggia, utilizzato per il deposito e la discesa a mare delle barche a vela, che si trova all’altezza dell’Arlecchino a Lido.
Quello spazio, che ricade su un’area demaniale, da qualche anno è stato dato in concessione dal comune di Camaiore all’Assonautica presieduta dall’ex-dirigente comunale Alessandro Cinquini.
Ma l’associazione, dopo una serie di accordi, lo aveva a sua volta lasciato ad un’altra cooperativa battezzata “Club velico di Lido”.
Ma quest’aultima associazione, nonostante un accordo siglato da entrambe le controparti, non ha ancora potuto iniziare a lavorare nell’area. E adesso sottolinea alcune irregolarità e si dice pronta a portare la battaglia in tribunale.
A parlare per conto della cooperativa Club velico di Lido è un volto noto dello sport locale, Mirko Ricci (che è vicepresidente e rappresentante legale della cooperativa).
«C’era un accordo sottoscritto alla camera di commercio - spiega - ma non è stato rispettato. E adesso l’Assonautica sta gestendo direttamente l’area, cosa che non è possibile dal punto di vista legale».
Ricci e i membri della cooerativa hanno fatto inviare dai loro legali (gli avvocati Giacomo Ciardelli e Sabrina Antongiovanni) una serie di lettere per chiedere di sistemare la questione.
«In 5 abbiamo perso il lavoro - spiega Ricci mostrando il documento con l’accordo - e non possiamo più gestire il bar del circolo perché è stato smantellato. Tra l’altro nel documento si diceva che l’area avrebbe dovuto essere assegnata con una gara pubblica o con una trattativa privata ma non gestita dall’Assonautica. Per questo chiediamo al più presto un incontro al sindaco per chiarire la questione».
In ballo ci sono circa 50mila euro all’anno per il deposito delle barche più gli eventuali ricvavi del bar.
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