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Versilia

La protesta: Passeggiata, come sei ridotta

VIAREGGIO. «Al ritorno della mie vacanze, che quest'anno ho anticipato a giugno, ho preso la bici e sono andato a fare un giro sulla pista ciclabile (sic !) della Passeggiata. Non solo non sono...

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VIAREGGIO. «Al ritorno della mie vacanze, che quest'anno ho anticipato a giugno, ho preso la bici e sono andato a fare un giro sulla pista ciclabile (sic !) della Passeggiata. Non solo non sono terminati i lavori che l'amministrazione comunale aveva annunciato per fine giugno, ma lo spettacolo è molto peggiore di come lo avevo lasciato». Scrive così, Riccardo Bendinelli, in una lettera inviata al “Tirreno”. Che continua: «Dopo aver abbattuto i pini davanti al cinema Odeon ( si era detto per motivi di sicurezza), stanno seccando perfino sei piante di pitosforo concentrate in particolar modo lato molo. Rammento che il pitosforo che vegetava tranquillamente da cinquanta anni sulla passeggiata di Viareggio, accanto alle palme, è una della piante più resistenti che esistano nel mediterraneo: in Sicilia anche nelle zone prive di acqua, vive benissimo anche in riva al mare. A Viareggio grazie ai lavori nelle aiuole, un inevitabile danneggiamento delle radici sta provocando un ecatombe anche di queste resistentissime piante. E che dire delle tre aiuole davanti a piazza Margherita? Riempite al livello della pista con sabbia di mare: hanno forse intenzione di piantarci i cactus del deserto? E l'erba secca fino al Principe di Piemonte?».

Bentornato o benvenuto (nel caso del turista) a Viareggio. Dove - segnala Riccardo Zucchini, rappresentante - «proprio all’altezza del Principe di Piemonte non si parcheggia più. Ormai, quella zona della Passeggiata, uno la “salta” proprio. Perché è impossibile fermarsi». E non è che vada meglio lungo il resto del viale a Mare, dove - quasi a fare un dispetto - la mano dell’assessore Bucciarelli ha cancellato di botto un bel po’ di posti auto. Ma, tanto, i motivi per fare due passi in Passeggiata rischiano di diventare sempre meno, a partire da un settembre che si preannuncia nero, in poi.

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