Il dolore
La sicurezza negata per non sostenere i costi
VIAREGGIO. «Delitti compiuti nell’interesse e a vantaggio di Ferrovie dello Stato Spa, società capogruppo e detentrice dell’intero pacchetto azionario e dei correlativi poteri di controllo delle...
VIAREGGIO. «Delitti compiuti nell’interesse e a vantaggio di Ferrovie dello Stato Spa, società capogruppo e detentrice dell’intero pacchetto azionario e dei correlativi poteri di controllo delle società Trenitalia Spa e Rfi Spa». Entra l’elemento economico nei capi di imputazione formulati dalla Procura di Lucca a carico delle otto società coinvolte nel disastro ferroviario di tre anni fa, a Viareggio, costato 32 morti. Alle Ferrovie dell’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, guidati dal Procuratore capo Aldo Cicala, imputano di avere agito (o meglio, non agito là dove era necessario) «nell’incremento o nella conservazione del valore della partecipazione azionaria nelle due società controllate. Valore esposto a sicura diminuzione in conseguenza dei notevoli impegni di spesa che le società controllate avrebbero dovuto affrontare per realizzare tutte le misure, economicamente onerose, necessarie a minimizzare i rischi del trasporto merci pericolose, soprattutto in aree densamente abitate».
Parole pesanti, quelle relative al risvolto economico del “non fare”. Parole che tornano anche nei capi di accusa nei confronti delle altre società. Così che Trenitalia ha «evitato un impegno, economico e/o finanziario, sicuramente gravoso e rilevante, che sarebbe stato necessario sostenere per predisporre e/o realizzare le misure tecniche, relative al materiale rotabile, atte a minimizzare i rischi del trasporto di merci pericolose, soprattutto in aree densamente abitate». Stessa accusa per Rfi, che avrebbe dovuto investire per realizzare le misure tecniche «relativa all’armamento ed al materiale rotabile». Mentre l’officina Cima riparazione avrebbero dovuto spendere per «predisporre e/o realizzare le misure tecniche e di verifica della qualità dei lavori eseguiti. Spesa che Gatx avrebbe dovuto affrontare «per predisporre e/o realizzare le misure tecniche ed organizzative e di controllo relative alla gestione delle manutenzioni di materiale rotabile».
La sicurezza, insomma, costa denaro. L’insicurezza, di contro - sottolinea con forza il lavoro della Procura di Lucca - costa in vite umane. (d.f.)
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