Il Tirreno

Versilia

Bastava un muro per contenere il gas

di Donatella Francesconi
Bastava un muro per contenere il gas

L’accusa della Procura di Lucca all’amministratore delegato di Rfi. Da sette anni i residenti scrivevano alle Ferrovie

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VIAREGGIO. «Se il muro ci fosse stato, quella notte, avrebbe contenuto la tragedia»: Giuseppe Romano il 29 giugno 2009 era il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze. Quando arrivò tra le fiamme di via Ponchielli prese il comando delle operazioni tra fuoco e macerie. Qualche settimana dopo quella maledetta notte così dichiarò al "Tirreno". Avevano ragione, allora, gli abitanti della zona colpita dal disastro ferroviario costato 32 morti: da sette anni scrivevano alle Ferrovie, senza essere ascoltati, per chiedere solo un muro. Simile a quello che, poco più in là, divide l'area del supermercato Pam dai binari. Oggi, nei capi di imputazione formulati dalla Procura di Lucca a carico dei 32 indagati, compresi i vertici di Fs, Rfi e Trenitalia, si legge che si è «omesso di impiegare le misure e le cautele suggerite dalla tecnica e dalla pratica atte ad evitare il sinistro verificatosi. Nella consapevolezza dell'impossibilità, o anche della difficoltà, di smistare il transito dei treni trasportanti merci pericolose su itinerari alternativi a quello implicante l'attraversamento della stazione di Viareggio. Ed altresì nella consapevolezza dell'esistenza di stazioni, come quella di Viareggio, prive di idonee separazioni - tra sede ferroviaria e civili abitazioni - atte ad elidere o mitigare i danni, per la popolazione, derivanti dalle ipotizzabili conseguenza dannose degli incidenti relativi al trasporto di merci pericolose».

A carico di Michele Mario Elia, amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, anche il fatto di «non aver proposto, evidenziato o segnalato come necessaria, o comunque come determinante o utile, ai fini della sicurezza della popolazione abitante nei pressi delle stazioni ,com'è quella di Viareggio, interessate al transito - anche ad elevata velocità - delle merci pericolose, la misura prudenziale di tenere adeguatamente separata la sede ferroviaria dalle contigue civili abitazioni. E di non aver deciso, disposto o proponendo la realizzazione di separazioni, barriere, strutture di contenimento e/o di confinamento idonee ad evitare o mitigare lo spargimento, nell'ambiente vicino, di sostanze pericolose e comunque esplodenti o infiammabili, oggetto di trasporto su ferrovia, in conseguenza di uno svio o altro analogo incidente».

Una perizia, agli atti dell’inchiesta presto disponibili, conferma l’utilità della protezione per evitare una tragedia di queste proporzione.

E le indagini si sono concentrate anche sulle comunicazione che i residenti in via Ponchielli hanno inviato alle Ferrovie. Con tanto di firme raccolte e allegate, tra le quali quelle di molti che quella notte hanno perso la vita tra fuoco, fiamme, macerie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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