Il Tirreno

Versilia

Aggredita da 5 banditi nella sua villa di Motrone

di Claudio Vecoli
Aggredita da 5 banditi nella sua villa di Motrone

Armati di pistola e incappucciati col passamontagna l’aspettano nel giardino ma la proprietaria si ribella e li costringe ad una fuga precipitosa

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MARINA DI PIETRASANTA. Quando è entrata dentro il cancello d'ingresso della sua villa si è trovata di fronte cinque uomini vestiti di nero, mascherati con il passamontagna e armati di pistola che la stavano aspettando. Uno di loro le ha puntato la pistola alla testa, l'ha scaraventata a terra ed ha cercato di metterle una mano di fronte alla bocca per impedirle di urlare. Un secondo ha invece tentato di legarla con dei lacci. Un terzo le ha infine strappato le chiavi di casa con cui voleva entrare all'interno della villa. Ma la donna non si è fatta intimorire, ha cominciato ad urlare e così facendo ha richiamato l'attenzione di un vicino di casa. Ormai scoperti, i cinque banditi hanno capito che la situazione rischiava di mettersi male. E così hanno preferito darsi alla fuga senza riuscire a prendere niente.

L'inquietante episodio è accaduto ieri mattina poco dopo le 9 in via Cortona, una parallela di via Leonardo da Vinci fra Tonfano e Motrone. Protagonista suo malgrado del tentativo di rapina Annie Vescovi, sessantadue anni, originaria della Francia nonché moglie di Euro Bolognesi, ex presidente all'Associazione commercianti e personaggio molto conosciuto a Marina di Pietrasanta. La signora Annie si era alzata di buon'ora per andare a fare la spesa. «Alle cinque del mattino – racconta – avevo sentito degli strani rumori provenire dal giardino. Mi ero affacciata e non avevo visto nessuno, così avevo pensato di essermi sbagliata e non avevo dato peso alla cosa. Verso le 8,30 sono andata a prendere frutta e verdura al mercato. Poi sono tornata, ho lasciato due borse della spesa in giardino, e sono nuovamente uscita per acquistare il pane in un negozio di via Leonardo da Vinci».

Quando è rientrata per la seconda volta, ecco la brutta sorpresa. «Lì per lì, quando ho sentito dei rumori in giardino, ho pensato che si fosse svegliata mia figlia Cristelle e l'ho chiamata. E' in quel momento che dalla zona del garage in fondo al giardino mi sono vista venire incontro cinque uomini, tutti vestiti di nero, con il passamontagna in testa e dei guanti alle mani. Uno di loro aveva anche una pistola in pugno che mi ha puntato alla testa. Così, in pieno giorno, di sabato mattina, non mi aspettavo certo una cosa del genere. Ed ho cominciato a gridare. Gli altri componenti della banda mi hanno scaraventato a terra, uno ha cercato di mettermi la mano alla bocca per zittirmi, un altro ancora ha tirato fuori perfino dei lacci con i quali voleva legarmi. Soltanto uno di loro ha parlato e l'impressione che ho avuto è che fosse uno straniero, quasi certamente dell'Est Europa. Mi ha minacciato di stare zitta. Malgrado questo, però, ho cominciato ad urlare ancora più forte per cercare di richiamare l'attenzione di mio marito e di mia figlia».

Proprio le grida disperate della donna sono state udite da un vicino di casa della donna. Che si è affacciato da una finestra ed ha cominciato ad urlare ai banditi. «Il suo intervento è stato provvidenziale. Probabilmente i ladri, che nel frattempo si erano impossessati delle chiavi di casa, volevano entrare nella villa forse immaginando che vi fosse una cassaforte. E invece l'intervento del mio vicino li ha costretti a cambiare improvvisamente i piani. Poco dopo si è affacciato anche mio marito, che ha visto scappare via i banditi. Sono scappati saltando la recinzione della casa che dà sulla via Tagliamento, la parallela di via Cortona lato Viareggio. E sono saliti a bordo di una vecchia Alfa Romeo 156 nera allontanandosi a tutta velocità».

Finalmente scampato il pericolo, Annie Vescovi, il marito Euro e la figlia Cristelle hanno dato l'allarme ai carabinieri. Ma quando la prima macchina ha raggiunto la villa, dei cinque banditi si era già perduta ogni traccia. E' immediatamente scattato il piano antirapine con posti di blocco lungo le vie di fuga dalla zona, ma della 156 nera non si è vista traccia.

Adesso le indagini dei carabinieri si stanno concentrando sia sulle tracce lasciate dai ladri (a partire da alcune pedate rinvenute lungo il muro di cinta) che sulle immagini degli impianti di sorveglianza situati nei pressi della villa. La ricerca non sarà facile, ma di certo una banda che agisce con tanta efferata sfrontatezza preoccupa – e non poco – le forze dell'ordine. “Non ci troviamo di fronte a dei normali ladri – spiegano preoccupati gli investigatori – ma ad una pericolosa banda che utilizza metodi spregiudicati. E che bisogna cercare di sgominare al più presto. Non possiamo certo escludere che torni a colpire, anche se il rischio corso potrebbe dirottarli altrove”.

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