Sicurezza
Evitare si può: con coscienza ed etica
L’appello che risuona da piazza Mazzini gremita: altrimenti per l’Italia non c’è futuro
VIAREGGIO. «C’è un solo rimedio: quello della coscienza. E dell’etica». Antonio Morelli è uno dei rappresentanti della tragedia di San Giuliano di Puglia, con la sua scuola crollata addosso ai bambini che facevano lezione ed alle loro maestre. L’Italia è terra di terremoti. Ma coscienza ed etica servono ad evitare che crollino le scuole così come le Case dello studente, o che i treni deraglino.
«Avevamo detto - continua Morelli rivolto alla piazza gremita - che era questione di tempo e altre stragi e altri lutti avremo avuto...». E senza coscienza altri ne avremo. Per cui, se non ci sono questi due ingredienti nelle scelte che l’Italia fa sul proprio territorio, nelle fabbriche come lungo i binari, «questo Paese non ha futuro».
E viene un brivido ad ascoltare Morelli. Da qualche ora circola l’avviso di chiusura indagini che la Procura di Lucca ha firmato il 28 sera. Un atto nel quale ricorre una parola fondamentale: consapevolezza.
Un atto che racconta, capo di imputazione dopo capo di imputazione, come e cosa non sia stato fatto pur avendo la «consapevolezza» che agire così, omettendo, avrebbe causato pericoli.
La stessa consapevolezza che avrebbe potuto evitare la morte di Matteo Valenti, giovanissimo operaio viareggino. Sul palco, ieri sera, anche sua madre. «La memoria è vita ed insieme c'è la lotta...», ha detto Gloria Puccetti, impegnata insieme al Comitato che porta il nome del figlio sul fronte della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
C’è un filo che lega le tante tragedie italiane che l’uomo non ha evitato ed anzi, senza consapevolezza, ha contribuito a fare accadere.
Ed allora, dalla piazza di Viareggio, ieri sera è partito un messaggio importante. Un tassello in più per arrivare a credere che, invece, per questo Paese un futuro ci possa essere. Un futuro che non sia più ritrovarsi a contare i morti, per poi dare la “caccia”nelle aule dei Tribunali a chi - pur consapevole - non ha fatto quello che avrebbe dovuto, quello che le norme indicavano, quello che sarebbe stato normale fare. (d.f.)
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