Il Tirreno

Versilia

«C’era tanta gente» Dai viareggini la forza per Daniela

di Donatella Francesconi
«C’era tanta gente» Dai viareggini la forza per Daniela

Rombi indossa il vestito viola di quella terribile notte «I nostri cari saranno in Tribunale insieme a noi»

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VIAREGGIO. «C’era davvero tanta gente. Grazie, grazie a tutti, grazie davvero. Ora, però, vado dalla bimba...». E mezzanotte e un quarto quando Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, quella che riunisce i familiari delle vittime, chiude il momento “pubblico” del “suo” 29 giugno. Con il saluto a quella ragazza che da tre anni sorride dalla foto alla quale la madre ha fatto fare il giro del mondo. Perché tutti sappiamo come è stata strappata alla vita.

È il terzo anno che ci ritroviamo - lo aveva detto poco prima dal palco - ed io ho ancora questo vestito viola. È il solito, è quello di quella notte, quello della fine della nostra prima vita perché oggi ne stiamo vivendo un'altra».

Una vita dentro la quale niente sarà più come era prima: «Qui con noi su questo palco ci sono loro». L’elenco dei morti scorre via tra gli appllusi: Iman, Hamza, Ayad, Aziza, Nadia, Claudio, Abdellatif, Nouredine, Rosario, Maria Luisa, Andrea, Alessandro, Marina, Antonio, Ana, Mario, Elena, Federico, Emanuela, Mauro, Magdalena, Ilaria, Michela, Stefania, Luca, Lorenzo, Rachid, Elisabeth, Angela, Roberta, Sara, Emanuela. «Sono sempre con noi e con voi, ci sostengono, ci aiutano, ci danno coraggio, ci danno la forza di andare avanti anche se sempre con il dolore del primo giorno. Sono tre anni che siamo qui, in strada insieme a voi; loro non ci sono più ed allora tocca a noi continuare la vita per loro, tocca a noi farli conoscere al mondo perché loro non lo conosceranno, tocca a noi far sapere perché sono dovuti morire così. A queste 32 persone, una risposta deve essere data: sapere la verità sulla loro morte, di chi sono le responsabilità e la certezza che chi ha sbagliato paghi per tutte queste vite che non ci sono più e, non meno importante, che una tragedia simile non accada più»

La chiusura delle indagini da parte della Procura ha segnato la svolta di tre lunghissimi anni. Durante i quali i familiari delle vittime, sostenuti da ferrovieri e cittadini, non si sono tirati indietro un attimo. Il cammino che li attende è ancora lungo e Daniela Rombi ha voluto ricordarlo a tutta la città che si è fermata in piazza Mazzini per ascoltare: «In quell'aula di Tribunale che ci aspetta non ci saremo solo noi familiari e tutta Viareggio a chiedere giustizia, ma ci saranno soprattutto loro, con i loro sorrisi, con il loro amore per la vita che qualche arrogante li ha strappato senza un perché; loro vogliono sapere perché non possono più vivere la vita, saranno lì a chiederlo attraverso la nostra presenza, attraverso la nostra tenacia, attraverso la nostra voce: hanno diritto di sapere». Di sapere perché «Un dispositivo anti svio che impedisce il deragliamento ancora non viene installato come avviene invece per altri Paesi. Possiamo accettare la logica spietata che subordina la vita umana al profitto, a interessi di pochi contro gli interessi dell'intera collettività?». Gli atti della Procura rispondono chiaro e tondo di no.

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