Il dolore
Strage, indagini chiuse: 32 indagati
Questa sera la manifestazione per il terzo anniversario del disastro ferroviario: alle 21 davanti alla stazione
VIAREGGIO. Una città in strada, di nuovo. Come tre anni fa, questa sera, l’appuntamento per tutti è davanti alla stazione. Con un motivo in più per esserci: la Procura di Lucca ha chiuso le indagini. Ieri sera. A 24 ore dall’inizio del corteo che segnerà il terzo anniversario del disastro ferroviario del 29 giungo 2009. Trentadue indagati (erano 38 a dicembre 2010) e nove società, comprese quelle del Gruppo Ferrovie di Stato, il cui amministratore delegato, Mauro Moretti, compare ancora nel nuovo elenco.
Aldo Cicala guidava la Procura di Lucca da poco tempo quando l’esplosione lungo i binari di via Ponchielli, in una sera di prima estate, gli è piombata fin sulla scrivania. Silenzioso e schivo, ha però messo insieme un gruppo di lavoro che non ha mai mostrato cedimenti. Neppure quando l’amara conclusione dell’incidente probatorio, con i periti del gip che sono riusciti a fare infuriare i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, ha portato alla scelta di approfondire il lavoro fatto fino al novembre 2011. La squadra Polfer guidata dall’ispettore superiore Angelo Laurino, uno tra i massimi esperti in Italia di disastri ferroviari, si è così messa nuovamente in moto. Fianco a fianco con il perito che la Procura ha scelto: Paolo Toni, ingegnere, professore dell’università di Pisa, le mani grandi quanto il cuore.
Perché le indagini sono fatte di scienza e animo grande: due ingredienti che in questi tre anni non sono mancati.
Fino ad arrivare a ieri sera. Fino ad arrivare a questa sera. Quando i viareggini, chiamati a stringersi con i concittadini che non potrebbero dimenticare anche volendo, saranno di nuovo in strada. Perché da questa sera si apre una fase nuova nella tragedia del 29 giugno. La fase che poterà al processo.
Ci sono venti giorni di tempo, da quando gli indagati ricevono la notifica dell’avviso di conclusione indagini (la Procura ha scelto la strada della posta certificata, via Internet direttamente nei computer degli interessati) perché gli stessi possano studiare gli atti, depositare memorie difensive, chiedere di essere interrogati dai pm, o chiedere alla Procura ulteriori indagini, indicando fatti od elementi ritenuti utili. «L’unico obbligo che la Procura ha in questa fase - spiega l’avvocato Maurizio Dalla Casa, legale dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime - è solo quello di assecondare le eventuali richieste di interrogatorio».
Trascorsi i venti giorni, sempre che la Procura non ritenga di dover avviare altre indagini, l’intero faldone (sono 20mila pagine) viene passato dalla Procura al giudice per le indagini preliminari. È questo il momento in cui la Procura formula formalmente le richieste di rinvio a giudizio. Al Tribunale, poi, il compito di fissare la data dell’udienza preliminare davanti al gup. L’ipotesi è che si possa tornare in aula intorno alla metà di ottobre.
Il programma. L’appuntamento è alle 21 davanti alla stazione. Da qui partirà il corteo che raggiungerà la Passeggiata, dove alle 21.45, in piazza Mazzini, vi saranno brevi interventi, tra i quali quello del vescovo, monsignor Castellani. Alla manifestazione saranno presenti i presidenti della Regione, Enrico Rossi, e quello della Provincia, Stefano Baccelli . Oltre al Comune, con il sindaco Lunardini.
Da piazza Mazzini, intorno alle 22.15 la manifestazione ripartirà per raggiungere largo Risorgimento ed i luoghi della tragedia.
I commercianti. Ascom e Confesercenti aderiscono alla ricorrenza «esprimendo solidarietà ai familiari delle vittime, invitando i propri soci a sospendere l’attività al momento del passaggio del gonfalone, delle autorità e dei familiari durante la manifestazione». Le due associazioni hanno distribuito un volantino in più lingue per ricordare ai turisti, italiani e stranieri, cosa accadde in città tre anni fa.
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