Il Tirreno

Versilia

Maxi-parcelle pagate con i contanti

di Matteo Tuccini
Maxi-parcelle pagate con i contanti

Cinque professionisti nel mirino della Guardia di finanza: avrebbero intascato “cash” compensi sopra i 1.000 euro

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VIAREGGIO. Cinque studi professionali (avvocati, commercialisti e notai) sono finiti nel mirino della Guardia di finanza per violazione delle norme antiriciclaggio. Si parla, cioè, di quell’insieme di regole pensate per i professionisti, che vanno dal divieto di incassare in contanti parcelle sopra i 1.000 euro, all’obbligo di segnalare tutte le operazioni sospette, ossia i passaggi di soldi che potrebbero servire al riciclaggio di denaro sporco, o addirittura a scopo di terrorismo.

Ebbene, pare proprio che i cinque studi siano stati denunciati dalla Finanza per aver riscosso in contanti somme oltre la soglia consentita. Il che fa presupporre che ci siano stati dei passaggi di denaro, probabilmente per pagamenti di parcelle, che sono sfuggiti al Fisco. Si parla, al momento, di circa 200mila euro. Ma potrebbero essere solo la prima spia di un’evasione ben più ampia.

Nel mirino anche i clienti. Le norme antiriciclaggio prevedono, tra l’altro, che il professionista segnali anche passaggi di soldi che non riguardano direttamente lui. Tutto, ovviamente, per evitare raggiri ai danni dell’Erario.

Le indagini, comunque, sono ancora in corso. E dalle Fiamme gialle - che si tengono abbottonate - non escludono che ci possa anche essere qualche strano affare, come ad esempio un acquisto di immobili, che immette sul mercato denaro proveniente da traffici loschi. Questo fa sì che grande attenzione sia posta dagli inquirenti anche sui clienti di questi studi.

I controlli sui professionisti. Da tempo, come scritto più volte anche dal Tirreno, la Finanza ha messo sotto controllo gli studi professionali. E ancora meno misterioso è il fatto che siano già emersi avvocati e commercialisti che fanno vita da aristocratici, ma hanno dichiarazioni dei redditi da nullatenenti. A questi i militari delle Fiamme gialle hanno già fatto e continuano a fare le pulci, anche tramite uno strumento come quello dei questionari spediti ai clienti. Con l’obiettivo di recuperare denaro all’Erario.

Autonomi e cattive abitudini. Non solo gli studi professionali, però, sono ritenuti un mondo in cui scavare. La Finanza sta andando a cercare anche tra le ditte autonome, forte di segnalazioni giornaliere sulle continue proposte... indecenti che idraulici, ditte di traslochi, elettricisti e così via fanno ai loro clienti. «Vuole la fattura? Se non la vuole, le facciamo un maxi-sconto».

E se dall’altra parte non c’è un cittadino rispettoso della legge, oppure c’è uno che si trova in difficoltà a rinunciare a un risparmio sostanzioso, ecco che la ditta si mette in tasca 400-500 euro nel giro di un amen. E dato che questo meccanismo ci costa parecchio come cittadini (soprattutto ai lavoratori dipendenti, che com’è noto al Fisco versano anche l’ultimo spicciolo) la Finanza pensa bene di mettergli un freno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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