Finanza
Lungo i binari d’Italia ormai è il Far West
Atto d’accusa della senatrice Granaiola (Pd): il disastro del 29 giugno 2009 era una strage annunciata
VIAREGGIO. «Il sacrificio umano delle persone scomparse in modo così atroce rende indispensabile affrontare una volta per tutte e seriamente il problema della sicurezza del trasporto ferroviario». Scrive così Manuela Graniaola, senatrice del Pd, impegnata su questo fronte da tempo. «Quella di Viareggio è una strage annunciata: l'utilizzo di mezzi di trasporto ferroviario non sicuri, l'incuria nelle manutenzioni, l'insicurezza dei luoghi di lavoro ed altre gravissime superficialità ne sono state le cause. È il caso, quindi, di procedere a una attenta analisi delle cause che determinano gli incidenti ferroviari. È bene interrogarsi sulla "filosofia industriale" che anima l'attuale management delle Ferrovie dello Stato. Garantire la sicurezza totale, secondo una certa concezione a noi ben nota, costa troppo in termini di prevenzione e manutenzione, ciò si ripercuote negativamente sulle tariffe, scoraggiando i potenziali clienti, se pagare gli incidenti costa meno che prevenirli, allora non s'investe in sicurezza. E poiché gli incidenti hanno bisogno di una decina di anni prima che siano attribuite le responsabilità, e gli indennizzi possono essere contrattati e ridotti, può convenire che avvengano gli incidenti».
E'giunto il momento di fare i conti - continua Granaiola - «con ciò che sta dietro e prima di ogni incidente ferroviario, soprattutto quando gli incidenti diventano troppo ricorrenti e fanno pensare non a drammatiche fatalità, ma alle conseguenze dell'inefficienza e dei tagli. Le regole per la libera circolazione dei rotabili ferroviari in Europa hanno consentito la semplificazione dei traffici, ma liberalizzazione e privatizzazione hanno prodotto ovunque un drastico calo della qualità di procedure e controlli, soprattutto in Italia dove il servizio di trasporto merci è in via di smantellamento, decine di scali sono stati già chiusi e con la prospettiva di lasciarne aperti solo alcuni. Un tempo il treno era il mezzo di trasporto più sicuro ed in grado di garantire l'efficienza nei collegamenti l su tutto il territorio nazionale. Oggi, se si escludono le tratte dell'alta velocità, tutto il resto è un far west, nel quale non si sa né quando si parte né tantomeno quando si arriva».
Le responsabilità - sottolinea la senatrice del Pd - «non solo manageriali ma anche degli enti preposti alla decisione politica, alla gestione ed alle eventuali omesse funzioni di vigilanza, con particolare riferimento al mancato esercizio di poteri di prevenzione, di controllo e sanzionatori che l'ordinamento attribuisce loro, ed al loro eventuale coinvolgimento, anche indiretto, nell'adozione di scelte aziendali che abbiano potuto concorrere a determinare il disastro ferroviario di Viareggio, approfondendo la conoscenza di fatti o atti che avrebbero dovuto indurre ad attivare tempestivamente adeguate misure di prevenzione e, infine, l'esistenza di eventuali conflitti d'interesse nella gestione del gruppo Ferrovie dello Stato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
