Il Tirreno

Versilia

OMICIDIO IN CASA/1

La casa delle donne per Rajmonda

Lettera alla famiglia della giovane moglie uccisa dal marito

1 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Continua a far discutere la condanna (mite) e anche la motivazione della sentenza per l’omicidio di Rajmonda, la giovane donne uccisa dal marito italiano negli ultimi giorni del 2010.

Il Centro antiviolenza “L'una per l'altra” della Casa delle donne di Viareggio esprime in un comunicato «vicinanza e solidarietà nei confronti della famiglia di Rajmonda Zefi, uccisa dal marito Francesco Quinci, a proposito della sentenza che ha escluso l'aggravante della crudeltà a carico dell'uxoricida.

« Ritiene sia del tutto incomprensibile e molto grave questa decisione.

« La pena non è certamente di esempio – scrive la Casa delle Donne – non ha alcun effetto deterrente nei confronti di chi ha la viltà di commettere un reato così grave, crudele ed efferato.

«Ciò crea sdegno nell'opinione pubblica, soprattutto nelle donne che subiscono violenza, e un forte senso di impotenza in chi, come noi operatrici del Centro antiviolenza, quotidianamente cerca di prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne. Un abbraccio affettuoso alla madre di Rajmonda e un vivo apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell'ordine, dagli organi inquirenti, dalla Magistratura e dall'avvocato della difesa»

Francesco Quinci, marito di Rajmonda, è stato condannato a 18 anni e 8 mesi.

Una pena che ha suscitato molte polemiche. Ad evitare più anni di carcere a Quinci l’assenza di aggravanti nell’omicidio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa