Attenzione
Multa a noto ristorante, manca la licenza Utif
E’ una vecchia autorizzazione (risale al 1995) per vendere gli alcolici. Interessate al problema sono migliaia di attività, dai bar fino alle profumerie
VIAREGGIO. Ha sorpreso molti, per quasi tutti sembrava una autorizzazione ormai dimenticata. Invece è ancora in funzione e – se non la si ha a portata di mano – si rischia una forte multa.
Si tratta della licenza per la vendita di alcolici. Riguarda un po’ tutti, dai bar ai ristoranti, dagli alberghi fino alle stesse profumerie, che come è noto vendono prodotti che hanno fra gli ingredienti l’alcol.
La norma che riguarda la vendita di alcolici è l’articolo 29 del decreto legislativo 504 del 1995. Non costa nulla ottenerla, ma se non la si ha, si rischia una forte multa.E’ quanto successo la scorsa settimana ad una nota trattoria delpesce del centro di Viareggio. «Sono venuti a fare un controllo degli ispettori delle Dogane e mi hanno chiesto questa licenza. A noi risultava una norma abolita – spiega Guido Lombardi – è invece è ancora in vigore».
Per chi non l’ha richiesta la multa può partire da 548 per arrivare a 1540 euro, una cifra colossale di questi tempi.
Ma se si paga subito, la sanzione minima viene ridotta di una terzo. E così a Lombardi, ignaro di tutto, se lacaverà con 178 euro. «E’ chiaro che andrò subito a pagare la multa».
La notizia della sanzione arrivata dalla Dogana è corsa come un baleno per tutti i locali della Versilia, fino al Tirreno. «Ci mancava anche questa autorizzazione» ha esclamato un ristoratore della Darsena che ci ha segnalato il problema, sottolineando come gli stessi commercialisti a cui si affidano le attività non ne sanno niente.In realtà l’autorizzazione alla vendita degli alcolici non costa niente, solo la perdita di tempo di andare a fare la domanda.Ma la vicenda della multa comminata ad un ristorante viareggino apre una grossa polemica.«Io credevo che l’autorizzazione fosse stata abolita quando venne tolta la tassa sui frigoriferi».Un titolare di un bar-osteria rileva invece come «Nei locali, in ogni momento possono presentarsi ormai tutto. Ci mancava solo la Dogana per chiudere il centro. Basti pensare a chi lavora il pesce. Per controllare l’attività non c’è solo l’Asl, ma anche i Nas dei Carabinieri. Negli ultimi tempi, poi i controlli sul pesce, lo fanno anche i militari della Capitaneria di Porto. Credo che, al di là delle polemiche. questa crescita elefantiasi dei controllori abbia solo un costo per lo Stato e un’efficienza limitata»
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