Il Tirreno

Versilia

Le pagelle a Forte «Caro Genovesi, sei troppo negativo»

di Franco A. Calotti
Le pagelle a Forte «Caro Genovesi, sei troppo negativo»

Tonini critica lo scrittore che ha rifilato voti brutti alla città «Meno nostalgia e più entusiasmo, non tutto è perduto»

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FORTE. «Forte dei Marmi ha bisogno di maggior entusiasmo». È il commento di Vivaldo Tonini, portavoce del Gruppo d’Opinione di via Versilia, dopo l’inchiesta del Tirreno di ieri. Un intervento che stigmatizza l’eccessivo pessimismo esibito dallo scrittore versiliese, fresco autore di “Morte dei Marmi”.

«Forte dei Marmi, come ti vorrei…: il politico - spiega Tonini - analizza le situazioni attraverso le sue delusioni amministrative (ah, se fossi stato sindaco, sembra dire Ermindo Tucci); l’architetto ha in mente i focaccinari di una volta, ma poi l’organizzazione del verde ed il paesaggio hanno la preminenza; gli imprenditori, forti della loro esperienza che si orienta verso necessità un po’ meno filosofiche, cercano di dare indicazioni più pratiche. E Fabio Genovesi? Qual è il suo ruolo tra i soggetti intervistati sul paese Forte dei Marmi? Ha nostalgia del passato e della macchia sconfinata, e questo può andar bene come espressione di un desiderio soggettivo, ma sono diverse volte che lo ascoltiamo e va ripetendo questi concetti quasi come se il ricordo del passato costituisse una sorta di filo conduttore continuo del suo pensiero e della sua ispirazione».

«Certo - continua Tonini - una volta a Pasquetta si faceva la merenda nella macchia del Nuti e, da ragazzi, ci arrampicavamo sul tronco dei pini, usando i pioli di legno che vi erano fissati, fino ad arrivare alla chioma dove erano posizionate le postazioni dei cacciatori: ma quei tempi sono passati, non torneranno più e noi, tu specialmente, Fabio Genovesi, che ti avvii ad essere uno scrittore di successo, dobbiamo aiutare Forte dei Marmi a mantenere la propria identità residua favorendone una innovazione nella tradizione e facendo recuperare al paese vitalità ed un suo autonomo percorso culturale: tutti elementi che, in questi ultimi anni, sono stati soffocati da una eccessiva e scomposta urbanizzazione e dai contenuti di un mercato globale che, se ha indubbiamente portato qualche beneficio, è stato forse mal gestito nelle sue esagerazioni. Il voto che tu hai dato a Forte dei Marmi è il più basso, tra quello degli intervistati, e ce lo aspettavamo - conclude - ci auguriamo, però, che il pessimismo e la critica distruttiva che pervadono le tue interviste possano modificarsi in qualcosa che rappresenti per il paese uno stimolo positivo: per Forte per coloro che lavorano ancora con entusiasmo, fermamente convinti che tutto non sia ancora perduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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