Italia
I 36 precari Ersu chiedono il posto fisso a Lombardi
Ma il Comune di Pietrasanta non può farli assumere definitivamente Il sindaco spiega: la decisione la deve prendere l’Ato dei rifiuti
PIETRASANTA. Sono in 36. Tutti con un contratto da precari in scadenza a fine anno.
«Siamo carne da macello. Da 3 anni ascoltiamo solo parole, ma fatti concreti zero. Ne va del futuro delle nostre famiglie: esigiamo rispetto».
Palazzo comunale, ore 10 di ieri mattina: i dipendenti Ersu, con casacca gialla d’ordinanza in dote, escono con i volti rabbuiati dall’incontro avuto con il sindaco Domenico Lombardi e l’assessore Italo Viti.
«Lombardi si è limitato a dire che della nostra questione investirà Ato, il probabile nuovo gestore chiamato ad inglobare, a questo punto, l’azienda Ersu. Una risposta, quella del Sindaco, assolutamente insoddisfacente. Per questo i toni del contraddittorio, in taluni momenti, sono stati particolarmente vivaci” spiega Luca Chiantelli, moglie, due figli e la rata di un mutuo che mensilmente bussa alla porta di casa. Ma la storia di Luca è uguale, sia pure con sfumature diverse per età, ruoli e prospettive, a quella dei suoi colleghi.
«Nel 2009, sotto la presidenza Marchi, fu fatto un maxi-concorso per stilare una graduatoria finalizzata alle assunzioni a tempo indeterminato. L’impegno era appunto di stabilizzare, entro i tre anni di legge, 90 lavoratori presenti nella stessa graduatoria. La maggioranza di questi, oggi, oggi ha regolare contratto, gli altri aspettano un cenno da azienda e amministrazioni comunali: o ci assumono o andiamo a casa, perché dopo 3 anni non è più possibile una proroga. Abbiamo parlato con il sindaco Mungai, prima e con Lombardi, dopo. Risultati? Parole, impegno di massima, buone intenzioni. Ma intanto il tempo passa. Oggi lo sciopero è nazionale – ieri per chi legge, ndr -, ma la questione che ci riguarda è prettamente locale. E poi definirci precari è improprio, se guardiamo alle mansioni che svolgiamo: siamo assolutamente indispensabili, in particolare in questo periodo, per la tutela e la pulizia del territorio” affermano Giancarlo Bertoni, Moresca Giordani e Giovanni Castelli, mentre Nicola Morracchioli aggiunge. «Autisti, addetti allo smaltimento, referenti di impianti. Ognuno di noi ha un compito che portiamo avanti per alcuni mesi l’anno, a seconda delle esigenze di Ersu. Adesso il sindaco Lombardi ci dice che il Comune può fare poco e niente, che tutto è nelle mani di Ato e che non va sforato il patto di stabilità altrimenti lo stesso Comune finisce gambe all’aria. E allora ci domandiamo: ma gli stessi discorsi sono stati fatti anche quando si è deciso di prendere in carico i 50, 60 dipendenti della Sodexo passati oggi, sotto l’ala della società pubblica Pietrasanta Sviluppo? Perché è bene essere chiari: lo stato di lavoratore precario, di noi dipendenti Ersu, era noto da tempo e nonostante le diverse rassicurazioni ricevute in questi anni, ci ritroviamo con il concreto rischio di perdere il posto di lavoro”. C’è rabbia, forte preoccupazione. “ Se la situazione non cambia, a fine anno ci ritroveremo senza più la busta paga: nel frattempo – insistono alcuni lavoratori – all’interno dell’azienda Ersu ci sono persone che si vedono riconoscere la crescita di livello per un conseguente riscontro anche in termini di stipendi. Domanda: ma il patto di stabilità e le difficoltà economiche, valgono solo per noi lavoratori precari? La verità è che vogliono tenerci buoni con le parole, con gli impegni sulla carta, perché è in arrivo l’estate e se noi incrociamo le braccia allora si che sarebbe il caos per la nostra Versilia, in termini di pulizia e immagine. Ma noi siamo persone serie, che chiedono solamente il rispetto dei patti: abbiamo partecipato ad un concorso, siamo in graduatoria, ci è stata promessa la stabilizzazione e il posto sicuro. Che si dia seguito a tutto questo: se è poi Ato, Ersu, o le amministrazioni nali a farlo, non importa. Mettetevi d’accordo, ne va della serenità e della vita di molte famiglie”.
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