Il Tirreno

Versilia

Pensioni: conto in banca obbligatorio ma non gratis

di Matteo Tuccini

Dal 1° luglio niente contanti per gli assegni pari o superiori ai mille euro Ma tenere i soldi in filiale costa in media 37 euro all’anno. Più il bollo

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VIAREGGIO. Stop ai contanti per le pensioni sopra i mille euro. Dal 1° luglio scatta per gli enti previdenziali (Inps e Inpdap) l’obbligo di versare assegni pari o superiori a questa soglia soltanto su conto corrente bancario o su libretto postale. Le cui coordinate devono essere fornite dall’utente.

Novità contestata. La norma, contenuta in un decreto del governo Monti del dicembre scorso, è stata pensata come forma di lotta all’evasione e al riciclaggio del denaro sporco. Ricevendo critiche feroci, anche per il sospetto (legittimo) che si trattasse di un formidabile assist alle banche. Che tra l’altro hanno atteso fino all’ultimo secondo prima di tirare fuori i cosiddetti conti base, cioè i conti correnti a basso costo creati per venire incontro alle esigenze di chi ha minori possibilità economiche.

Comunque, pare proprio che stavolta - dopo una valanga di rinvii e di polemiche per l’opportunità o meno della scelta - pare proprio che la data sia quella definitiva.

Importante: non è detto che avere una pensione inferiore ai mille euro vi tagli fuori da questa novità. Vengono considerate nel calcolo, infatti, anche le somme aggiuntive come le competenze arretrate, le tredicesime e gli eventuali rimborsi.

Chi non paga. Ci sono, è vero, delle categorie di persone che non pagheranno il canone annuale, cioè il prezzo per tenere aperto un conto corrente nella filiale di una banca. Per chi ha un Isee (indicatore della situazione economica equivalente, attestato da Inps, Comuni e patronati) inferiore ai 7.500 euro annui il conto base è gratuito. Inoltre, non si versa neppure l’imposta di bollo di 34,20 euro.

L’attestato Isee dovrà essere presentato alla banca all’apertura della linea di conto e poi ogni anno entro il 1° marzo.

Costo medio? 37 euro. C’è chi, invece, sarà costretto a versare una cifra per tenere i soldi in banca. Esaminando offerta per offerta nel panorama dei conti base - così come decisi da una convenzione siglata tra ministero dell’Economia, Bankitalia, Abi, Poste e Associazione istituti di pagamento - si scopre infatti che soltanto le banche on line offrono la gratuità del canone. Ma è facile immaginare che se si parla di pensionati, ci si riferisce a persone che hanno scarsa confidenza con Internet.

Si va, quindi, dai 12 euro per un conto con CheBanca ai 30 euro per un Banco Posta. Finendo con i 72 euro per un conto base al Monte dei Paschi.

A questi soldi va aggiunta l’imposta di bollo annuale di 34,20 euro. Che viene esentata soltanto in caso di depositi non superiori ai 5mila euro all’anno (ma se uno riscuote mille euro al mese, sarà dura...)

Vietato il “rosso”. Attenzione, però. Si tratta di conti correnti, come si dice in gergo, a “operatività limitata”. Questo significa che non si possono staccare assegni, non si può chiedere una carta di credito, né un deposito titoli e neppure un affidamento. E, importante, non si può andare in scoperto «neppure occasionalmente» (citazione dal Sole 24 ore). Insomma: se si va in rosso la banca dice stop.

C’è infine una formula, pensata per chi percepisce una pensione netta inferiore ai 1.500 euro al mese, che però non rientra nella fascia svantaggiata. E che paga meno, sempre per il conto base, ma a seconda della banca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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