La manifestazione
Strage, quel milione non speso
È quello della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca. Destinato alla sede della Protezione civile
VIAREGGIO. Il giorno dopo la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, stanzia un milione di euro per i primi aiuti alle famiglie colpite dalla tragedia. Un milione, la metà del quale subito deliberato per fare fronte - si disse - all’emergenza delle persone rimaste senza casa e alla necessità del Comune di assicurare il pagamento degli affitti. Un intervento tempestivo a dimostrazione dell'attenzione della Fondazione per il territorio e della vicinanza a una città colpita al cuore dall’esplosione di un treno carico di Gpl che, deragliando, ha ucciso 32 persone e cancellato via Ponchielli.
Tre anni fa, quindi, lo stanziamento. A oggi, però, neppure un euro di quel contributo è stato riscosso. Ed è ancora nelle casse della Fondazione che, di proroga in proroga, decide di lasciarlo a disposizione di Viareggio, a differenza di quanto avrebbe fatto per qualsiasi altro contributo non riscosso da altri enti, istituzioni e associazioni. Ma questo milione, in effetti, non è un contributo come un altro. È il simbolo che la città di Viareggio non viene lasciata sola nella ricostruzione.
Le spiegazioni sulla mancata riscossione sono diverse, anche se - considerate le necessità della città - poco accettabili. Una volta appurato che degli affitti si sarebbe fata carico la Regione il cui presidente è stato nominato commissario straordinario per la ricostruzione così da poter gestire i 15 milioni di fondi del Governo, ad un certo punto la commissione “solidarietà e controllo” messa in piedi dal Comune di Viareggio per la gestione dei contributi raccolti attraverso la grande solidarietà intorno alla strage, ipotizzò che la cifra potesse essere utilizzata per venire incontro alle imprese che ancora accusavano difficoltà economica, nonostante i contributi della Regione.
In un primo momento, c’è stato un problema tecnico: per statuto, la Fondazione non può destinare fondi a privati. Questo, però, non fu possibile perché lo statuto della Fondazione della Crl non può elargire soldi per aiuti a privati. «Quindi - spiega il presidente del consiglio provinciale Andrea Palestini - fu deciso di utilizzare i soldi della Fondazione per la costruzione della nuova sede della protezione civile in via Ponchielli e noi come Pd abbiamo svolto un'opposizione costruttiva per cercare di portare avanti i lavori evitando di perdere l'importante contributo».
Ma i soldi non sono ancora stati spesi. La cifra è ancora intatta. «Ad oggi - interviene il direttore della fondazione Crl Massimo Bertocchini - non abbiamo ancora ricevuto alcuna richiesta documentata per la riscossione del contributo per i lavori effettuati. Abbiamo ricevuto solo documenti relativi al progetto per la costruzione della nuova sede della Protezione civile. Il termine ultimo per accedere al contributo sarebbe il 31 dicembre, ma considerata l'importanza del fine al quale è destinato il contributo, il consiglio di amministrazione della Fondazione non dovrebbe avere difficoltà a posporre i termini di scadenza». In sostanza, a concedere un’altra proroga.
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