Il Tirreno

Versilia

SPIAGGE»IL VIA ALLE ASTE

di Matteo Tuccini
SPIAGGE»IL VIA ALLE ASTE

VIAREGGIO. Le aste, prima di tutto. Come temevano i balneari, sembra proprio che nel prossimo decreto del governo Monti sulle concessioni demaniali ci saranno le cosiddette “evidenze pubbliche”. In...

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VIAREGGIO. Le aste, prima di tutto. Come temevano i balneari, sembra proprio che nel prossimo decreto del governo Monti sulle concessioni demaniali ci saranno le cosiddette “evidenze pubbliche”. In sostanza, le concessioni delle spiagge su cui si sono basati per anni gli stabilimenti, grazie al meccanismo del rinnovo automatico, saranno riaffidate tramite gare aperte a tutte le offerte. A partire dal 1° gennaio 2016, cioè alla data di scadenza.

Per addolcire la pillola, pare che verranno inseriti dei “paracadute”. Criteri di professionalità ed esperienza che possano aiutare i bagni ad avere maggiori punti in gara. E si pensa a indennizzi per gli investimenti fatti, da erogare a coloro che perdono le concessioni. Le quali dovrebbero durare, in tutto, 9 anni. L’aumento dei canoni? Non è confermato.

Il percorso del Decreto. È bene precisare che queste anticipazioni, peraltro già uscite sui giornali, ricalcano le voci di corridoio sulla riforma più attesa (in senso non proprio positivo) da quando esistono gli stabilimenti balneari. Una riforma che è ormai alle porte: c’è chi, come la senatrice del Pd Manuela Granaiola, sostiene che già oggi dovrebbe essere discussa in consiglio dei ministri. Secondo i senatori del Pdl Cesare Cursi e Massimo Baldini, invece, sarà questione di giorni. Altre fonti parlano di un testo che - dopo l’approvazione dei ministeri - andrebbe a metà luglio nelle commissioni parlamentari.

La pugnalata. Dopo mesi di allusioni, di mezze frasi, di promesse rivelatesi per quello che erano - una buffonata - ci siamo, dunque. E quello che emerge è che i ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi non hanno avuto molte remore a condannare i bagni alla tagliola delle aste. Tra l’altro - come evidenziano anche i sindacati nel pezzo a fianco - dopo aver assicurato che avrebbero fatto tutto il possibile per discuterne insieme a un un tavolo. Che non c’è mai stato. E la pugnalata, se così si può chiamare, è arrivata in piena stagione.

«Proroga? Possibile». L’ultima missione a Bruxelles, come hanno scritto amaramente alcuni balneari su Internet, è fallita. L’Unione europea ha minacciato addirittura di ricorrere alla Corte di giustizia se il governo dovesse chiedere la deroga, cioè la salvaguardia dei bagni rispetto all’applicazione della direttiva Bolkestein. Al contrario, pare che su una possibile proroga - anche solo di un anno - rispetto alla scadenza del 2015 ci sia una cauta apertura. Il funzionario Martin Frohn avrebbe parlato, a questo proposito, di una transizione morbida verso il nuovo regime. Ma per i balneari, sembrano ormai parole vuote.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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