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«Siamo pronti a bloccare tutta la Versilia»

«Siamo pronti a bloccare tutta la Versilia»

Favilla: disposti a gettare i pattini in mezzo alle strade, se non vorranno ascoltare la nostra rabbia

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VIAREGGIO. Lo hanno definito, assieme all’amico e compagno di battaglia Fabrizio Maggiorelli, il “pasdaran” dei balneari. Un modo come un altro per prenderlo in giro, per irridere il suo passato di sindacalista agguerrito. Ma Emiliano Favilla, per quanto provato da un anno di lotta durissima contro le aste delle concessioni, si ritrova in pieno in questa definizione. E ha in serbo molte altre sorprese per «tutti coloro che fanno ancora finta che non sia successo nulla, e per quelli che sono sordi alle nostre proteste».

Favilla, si sa, non è tipo da mandarle a dire. Chiama alla battaglia tutti i colleghi «che ci dicono di andare avanti e poi si nascondono. Sappiano che stiamo combattendo per il futuro delle nostre imprese. E che per impedire il tracollo di un intero sistema, di una realtà che da più di 100 anni fa la fortuna dell’intera Versilia e di buona parte dell’Italia, non lasceremo nulla d’intentato».

A partire dall’ennesima protesta clamorosa. «Siamo disposti a gettare i pattini in mezzo alle strade, a bloccare tutta la Versilia, se necessario - spiega Favilla - finora siamo stati teneri, se così si può dire. Lo sciopero? Non lo so, sono perplesso perché temo una ricaduta negativa sulla clientela che davvero c’entra poco. Ma di tutto si può discutere. Quel che è certo è che non staremo fermi, come abbiamo fatto in questo anno e più di battaglia del Comitato. E il governo, che in maniera maligna ha preparato la riforma nel pieno della stagione turistica, non s’illuda: non staremo fermi».

Il clima tra i bagni, del resto, è davvero pessimo. La rabbia corre sui blog e su Facebook, dove c’è stato persino qualche scontro interno. La categoria si sente stretta in una morsa che si fa sempre più letale, e a poco servono, ormai, le rassicurazioni di politici e istituzioni. Comunque la si voglia vedere - sui bagni le opinioni sono contrastanti - è una rivoluzione che sta arrivando, e le rivoluzioni non sono (quasi) mai indolori. Hanno le loro vittime. E la speranza, come suggerito da tanti concessionari nei momenti più bui, è che lo sconcerto e la rabbia si limitino a qualche sfogo sul web. Perché sul fatto che i balneari siano stati presi in giro da molti, ormai, ci sono pochi dubbi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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