«La verità? Ci hanno preso in giro»
I sindacati: tante promesse rimaste sulla carta. Ma ora se ne accorgeranno...
VIAREGGIO. «Ci avete preso in giro». Il succo (amaro) di una nota dei sindacati dei balneari, firmata da Sib, Fiba, Assobalneari e Cna balneatori, è questo. «A Bruxelles - scrivono - le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’irrinunciabile necessità di salvaguardare il sistema degli stabilimenti balneari italiani attraverso l’esclusione dall'evidenza pubblica delle imprese oggi esistenti. Ma la Ue, attraverso i propri funzionari, ha ribadito la necessità di rispettare la normativa europea. E, con eccessiva premura e nessun serio approfondimento, non è stato preso in considerazione quanto illustrato dal professor Antonio Palma circa l’analogia tra il nostro settore e quello delle concessioni demaniali di acque minerali che ha consentito al commissario Michel Barnier di affermare che queste ultime non sono comprese nella Direttiva Bolkestein».
«Da ultimo ci è stato confermato che il governo italiano non ha preso alcuna iniziativa nei confronti dell’Europa. E ciò malgrado gli impegni direttamente assunti da ben due ministri, (Gnudi e Moavero Milanesi), nel corso dell’unico incontro svoltosi a Roma il 23 febbraio scorso».
«Per la nostra categoria tutto questo è inaccettabile. Ed è anche inaccettabile, se non addirittura offensivo, che si sia pensato di appagarci con delle promesse che, vista la caratura e l’alta responsabilità di chi le ha fatte, oltre alla gravità del problema da risolvere, ci illudevamo fossero veritiere perché ci sembrava di aver capito - ma evidentemente ci eravamo sbagliati - che fosse sufficientemente chiaro il concetto per il quale dietro quelle 30mila imprese ci sono 30mila famiglie, oltre 600mila lavoratori . Se oggi qualcuno pensa che queste migliaia di persone - e i sindacati che li rappresentano - non siano abbastanza determinate a difendere fino in fondo, con ogni mezzo, il proprio lavoro e il proprio futuro si sbaglia davvero di grosso».
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