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Addio a Giovanni del Gancino

Addio a Giovanni del Gancino

VIAREGGIO. Per tutti era semplicemente «Giovanni del Gancino», conosciuto e apprezzato in paese per le sue qualità dietro i fornelli che negli anni d’oro avevano fatto la fortuna culinaria del...

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VIAREGGIO. Per tutti era semplicemente «Giovanni del Gancino», conosciuto e apprezzato in paese per le sue qualità dietro i fornelli che negli anni d’oro avevano fatto la fortuna culinaria del Gancino e del Gancinotto, due locali che hanno segnato un’epoca non solo a Stiava ma nel resto della Versilia.

Da ieri «Giovanni del Gancino», al secolo Giovanni Barsotti, sessantadue anni, non c’è più: un male se l’è portato via in un baleno, un mese scarso di cure dopo la scoperta di una neoplasia. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio alle ore 17 nella chiesa parrocchiale di Stiava, il paese dove abitava con la moglie Rossana (la coppia ha due figlie, Vania e Annalisa) e dove era molto conosciuto.

Ma da tempo, Giovanni Barsotti — un tipo che non si è mai stancato di lavorare per far star bene i suoi cari, la sua famiglia — con la moglie stava gestendo il ristorante «La Perla» sulla Marina di Levante in Darsena, un locale giovane, fresco, nel quale aveva portato tutto il suo entusiasmo fino a quando la malattia, in maniera subdola, si è presentata lasciando la sua famiglia nella più cupa disperazione. Giovanni Barsotti prima di scoprire il suo straordinario talento in cucina (apprezzatissime le sue ricette di pesce) aveva fatto anche altri lavori, prima il falegname e poi il cameriere. Poi la consacrazione in cucina, dove in poco tempo — al Gancino di Stiava — era diventato un punto di riferimento: Gancino e Gancinotto, l’accoppiata vincente di Giovanni Barsotti che alla fine del secolo scorso era approdato anche al timone del locale, proponendo una cucina che mandava in estasi la clientela. Quindi la decisione di trasferirsi — con il suo bagaglio di esperienza — a Viareggio puntando sulla nuova frontiera della Marina di Levante: da una decina di anni, Giovanni Barsotti era entrato in sintonia con la cliente. In cucina continuava a dispensare consigli ai più giovani e soprattutto a lavorare con grande entusiasmo, perché per lui il lavoro non era fatica ma in certi momenti divertimento puro.

«E’ scomparso un uomo di cuore», dice chi lo conosceva bene. Oggi pomeriggio per l’ultimo saluto, la chiesa di Stiava sarà sicuramente piena perché tutti gli volevano bene.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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