Il Tirreno

Versilia

Laureando s’uccide a 28 anni impiccandosi agli attrezzi della mini-palestra di casa

A scoprire il corpo senza vita del ragazzo ieri mattina è stata la madre È il secondo suicidio di un giovane in poco più di ventiquattro ore

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VIAREGGIO. Stava per laurearsi in economia aziendale all’Università di Pisa. Ma forse proprio lo stress per lo studio e l’avvicinarsi della laurea gli è risultato fatale. E ieri mattina, ad appena ventotto anni, ha deciso di farla finita impiccandosi con una corda ad un attrezzo della piccola palestra da casa che aveva allestito in una stanza dell’abitazione dove viveva con i genitori.

Dopo il suicidio di un ventinovenne avvenuto domenica sera al Vialone in Darsena, un altro giovane decide dunque di gettare la spugna. E davvero è difficile comprendere una scelta del genere ad una simile età. Anche in questo caso chi ha deciso di farla finita non ha lasciato nessun messaggio né nessuna lettera. Anche se il giovane da qualche tempo era in cura per una forma di depressione nella quale era caduto.

A scoprire il corpo senza vita dello studente è stata la madre. Che, non vedendolo, ha aperto la porta della stanzina utilizzata come palestra nella casa in centro dove abitava con la famiglia. Ed ha trovato il figlio ormai senza vita. La donna ha tentato disperatamente di slegarlo nella vana speranza di rianimarlo ed ha immediatamente chiamato il medico curante. Ma non c’è stato nulla da fare. E quando è intervenuta l’ambulanza del 118, non c’era più niente da fare. Il corpo del giovane è stato così trasportato in obitorio dove è adesso a disposizione dell’autorità giudiziaria. E’ probabile che il magistrato disponga una ispezione esterna della salma, mentre sembra escluso che sia effettuata l’autopsia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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