Sicurezza
Tomei, dice addio all’«Imbuto» e apre nel museo L.u.c.c.a.
Lo chef viareggino lascia con rammarico: non potevo pagare 11mila euro di Tarsu e vedere la città sporca
LUCCA. Si era stufato di pagare 11mila euro l’anno di spazzatura ma vedere la città nello stato in cui è. E così Cristiano Tomei, 38 anni e un bel bambino di 2, lascia Viareggio per aprire a Lucca.
Dopo 10 anni di successi, eccessi, trionfi e polemiche Tomei chiude l’Imbuto. Un locale che ha portato il nuovo in Versilia. Poi sono arrivati i Gionata Rossi, i Giuseppe Mancino, ma in principio è stato lui.
Il Gambero Rosso lo mise fra gli emergenti all’inizio degli anni Duemila. La Michelin lo segnalò per essere in procinto di ottenere la prestigiosa stella.
Tanta storia finisce in questi giorni. Il 28 giugno Tomei apre a Lucca all’interno del museo d’arte moderna della città delle mura. Certo non siamo al Guggenheim o al Beaubourg, ma di sicuro i piatti di Tomei ben si adattano all’arte contemporanea.
Lui annuncia che si ispirerà
ai quadri e promettete cene fra le sale del museo. Insomma non prende in gestione la caffetteria e via con i turisti. Tomei vuole andare oltre.
Il museo di arte moderna e contemporanea si chiama L.u.c.c.a. ed è guidato da Maurizio Vanni.
Dichiara Tomei che è stato il direttore a convincerlo a spostarsi a Lucca.«Veniva a cena a Viareggio e continuava ad invitarmi a spostare il ristorante a Lucca».
Alla fine Tomei ha ceduto alle sirene lucchesi, sciogliendosi in peana per la città delle mura. Secondo lui è molto ben temuta e molto vissuta da cittadini e turisti. A differenza, chiaramente dalla povera Viareggio. Insomma un amore finito con i gourmet versiliesi.
E ora cosa ne sarà dell’Imbuto di via Fratti, chiuderà oppure qualcuno subentrerà al talentuso chef viareggino? Tomei non si pronuncia.
Intanto in Versilia c’è un altro personaggio che dopo avere lasciato il suo vecchio locale, sta trattando un nuovo ristorante. Si tratta di Riccardo Santini, uno dei grandi personaggi della Versilia a tavola.
Dopo tre anni a Lido, ha dovuto lasciare perchè il locale è stato venduto, recuperando oggi la vecchia insegna «L’arcano del mare».
Santini sta cercando un nuovo locale. Ha alcune proposte, una paio molto importanti. Lui spera: «Di portarne a termine almeno una, visto che siamo all’inizio della stagione ed in questo momento non si può essere fuori dal mercato quando arrivano i turisti».
Chi alla fine ha trovato un locale dove esibire le sue qualità di chef e patron è Patrizio Giacomelli.
Lo chef massese dopo avere chiuso la Conchiglia a Marina di Massa (5mila euro di affitto al mese stava diventando un ostacolo alla sopravvivenza), ha cercato locali in tutta la Versilia, soprattutto nell’area fra Forte dei Marmi e Querceta.
Alla fine si è sistemato in uno dei posti più belli dell’intera costa toscana.
Giacomelli ha aperto il suo locale dentro al Fortino, una splendida villanel verde di Poveromo, là dove passavano le vacanze Carlo Carrà e Treccani, Mino .Maccari e Calamandrei.
Il Fortino è stato trasformato in residence di lusso e ora ha anche questo ristorante di qualità. Prima che chiudesse a Marina, tutte le guide gastronomiche danno Giacomelli come il migliori chef dell’intera provincia apuana.
Al Fortino, come da logica, ripropone la sua cucina fatta esclusivamente di pesce e crostacei freschissimi.
Un peccato, lo possiamo aggiungere, che non sia sbarcato in Versiilia.
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