Il Tirreno

Versilia

Strage, tre anni dopo: tutti ancora in strada

Ieri mattina il presidio alla stazione di Pisa per denunciare il licenziamento di Riccardo Antonini

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VIAREGGIO. Presidio, ieri mattina, davanti alla stazione di Pisa organizzato da Assemblea 29 giugno e associazione “Il mondo che vorrei” a sostegno della vicenda del licenziamento di Riccardo Antonini, ferroviere licenziato da Rfi. Una buona iniziativa per informare della strage di Viareggio e propagandare i prossimi appuntamenti: 29 giugno a Viareggio e 5 luglio a Lucca, dove si discute davanti al giudice del lavoro il ricordo presentato da Antonini contro il licenziamento subito. In quella data si terrà davanti al Tribunale, in via Galli Tassi, un altro presidio.

A Viareggio, invece, l’appello è quello di partecipare al terzo anniversario della strage. Ricordando quella maledetta notte con il carico di distruzione, lutti, ferite che ha lasciato. Ma con lo sguardo al futuro: al lungo cammino giudiziario che ancora attende i familiari una volta che la Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala, avrà chiuso ufficialmente le indagini con le relative richieste di rinvio a giudizio. Un lungo cammino che ha bisogno del sostegno di Viareggio, città ferita che pretende la verità sul disastro ferroviario e la giustizia per quanto i suoi cittadini hanno subito e per tutti coloro che mai più dovranno trovarsi in una situazione di mancanza di sicurezza lungo i binari e nel trasporto di merci pericolose.

Il programma. Venerdì 29 giugno alle 21 è fissato il concentramento nel piazzale della stazione. Alle 21,15 inizierà la manifestazione-fiaccolata. Alle 21,45 il corteo sosta in piazza Mazzini per dare la parola a brevi interventi. La manifestazione riprende alle 22,15 per arrivare alle 23,15 nel parcheggio della Pam, nei pressi del luogo della strage.

Qui è prevista la lettura di poesia di bambini/e dei nomi delle 32 vittime in attesa delle 23,52, l’or in cui quella maledetta notte a Viareggio è scoppiato l’inferno.

Alla giornata parteciperanno i numerosi comitati che in tutta Italia si sono costituiti per ricordare stragi e disastri causati dalla mano dell’uomo e fare sì che non accadano mai più. Dalla tragedia del Moby Prince di Livorno, alla battaglia delle famiglie che hanno perso i propri figli sotto le macerie della Casa dello studente a L’Aquila. (d.f.)

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