Il Tirreno

Versilia

Più test per controllare il mare

di Corrado Benzio
Più test per controllare il mare

Il Comune vuole evitare un nuovo divieto per i bagni di Marina in piena stagione turistica

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MARINA. Domenica è stato uno dei giorni peggiori della sua carriera da sindaco.

«Mi hanno chiamato dal Corriere della Sera. da Repubblica, dall’Ansa per chiedermi notizie sui bagni vietati a Fiumetto. Io non potevo certo nascondere quanto era successo, ma dovevo difendere l’immagine della Marina e del nostro turismo in genere».

Una domenica bestiale per i bagni e per tutto l’apparato comunale. Perché andava minizzaata una cosa sola: il grave danno di immagine che il divieto di balneazione si portava con sè nel primo vero weekend d’estate in Versilia.

Lombardi a weekend finito ha convocato ieri Gaia, il consorzio di Bonifica, la Capitaneria di porto oltre al Comune di Forte.

In parole povere ci si organizza per una prossima emergenza. Ovvero si aumenteranno i prelievi e i punti di prelievo, sia sul mare ma soprattutto nei fossi. Sul Fiumetto e al Motrone che sono i fossi più a rischio.

Come è noto l’inquinamento che ha colpito il mare davanti Fiumetto è da batteri (escrementi in italiano). Ma è altrettanto noto che questa roba arriva dai fossi.

Italo Viti, assessore all’ambiente, sottolinea come «faremo scattare l’allarme fin dalle prossime piogge, quando i fossi si alzano e scaricano di più in mare».

Domenico Lombardi ricorda che lo sfondamento di microparticelle di escherichiacoli era limitato: valore massimo per legge a 500, nel caso del prelievo fatto dall’Arpat si toccava quota 551.

Insomma veri danni per la salute non si sono rischiati, resta il fatto che si teme fortemente per una possibile forte pioggia nei prossimi giorni.

Sulla vicenda interviene anche la Regione. «Sono in corso accertamenti tra Arpat, le amministrazioni locali, Asl e il gestore del servizio idrico integrato per individuare la causa di questo inquinamento e risolvere tempestivamente il problema in modo da assicurare a tutti il pieno svolgimento della stagione balneare. Comprendo le preoccupazioni degli operatori economici, ma questa vicenda dimostra ancora una volta che i controlli sono costanti a tutela della qualità del nostro mare e di chi lo frequenta da turista».

Lo dice l’assessore regionale all’ambiente Anna Bramerini. L’ordinanza è stata firmata dopo un campionamento effettuato da Arpat che in quel tratto di mare ha rilevato appunto un dato leggermente sopra la norma (550 MPN/100 su un limite di 500 MPN/100).

Fino a nuova disposizione non si potrà fare il bagno nelle acque che si estendono dal bagno Bianca fino al bagno La Versiliana per circa 200 metri, dunque una piccolissima porzione del litorale che, per il restante 99% della superficie è balneabile, precisa Bramerini, con 240 aree di balneazione su 265 dichiarate da Arpat “eccellenti”.

«Si tratta di un caso isolato – conclude l’assessore – dal momento che i precedenti monitoraggi non avevano individuato problemi». Arpat ha eseguito ieri un nuovo monitoraggio.

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