Il Tirreno

Versilia

Non allontanate la nostra brava maestra

di Paolo Lombardi
Non allontanate la nostra brava maestra

Appello di una prima della scuola Giorgini per un’insegnante che la burocrazia farà trasferire

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FORTE. Un appello per una maestra, non è cosa da tutti i giorni.

In giorni n cui si contestano i maestri delle elementari Tifoni di Pontremoli dove in prima sono stati bocciati cinque alunni, in Versilia sta accadendo il contrario.

«Salve siamo delle mamme di Forte dei Marmi, i nostri bambini frequentano la scuola dell'infanzia “Giorgini” questo è stato il loro primo anno di scuola materna, se Dio vuole hanno trovato delle maestre eccezionali che hanno reso il loro inserimento nell'ambito della scuola ottimo.

«Fatto sta una delle maestre Nicoletta Landi che di fatto doveva rimanere di ruolo tutti e tre gli anni, per colpa di punteggi e graduatorie sarà costretta a lasciare i nostri bambini. Se foste così gentili da pubblicare la lettera che abbiamo scritto noi mamme per far capire il nostro disagio e cercare di sensibilizzare chi di dovere! Grazie per l'attenzione».

Naturalmente pubblichiamo con grande entusiasmo questa lettera così carica di affetto per una maestra. Una cosa che un tempo era la normalità e oggi diventa una notizia da quotidiano.

«Noi genitori dei bambini della sezione rossa della Scuola per l'Infanzia Giorgini di Forte dei Marmi, informati del trasferimento della maestra Nicoletta Landi, chiediamo, al fine di garantire ai nostri figli la tranquillità (necessaria per una buona crescita scolastica e sociale) e l' affiatamento della classe ( che nel corso dell'anno è andato sempre più rafforzandosi), di evitare questo spostamento dovuto a graduatorie che non tengono conto delle necessità dei bimbi, per i quali le maestre sono, non solo delle docenti, ma anche e soprattutto primi fondamentali punti di riferimento esterni alle mura domestiche.

« Mutare una figura così importante potrebbe significare per i nostri figli una diversa considerazione dell'ambiente scolastico: luogo che, invece, proprio per merito delle maestre, è stato inteso fino ad oggi dai bambini (ma anche da noi genitori) come una seconda casa.

«La maestra Nicoletta, insieme alla collega maestra Maria, – scrivono ancora i genitori nel loro appello – ha saputo dare ai bambini ottimi insegnamenti didattici e l'ha fatto con affetto.

«I nostri figli sono ancora troppo piccoli per capire i motivi per i quali questo affetto dovrebbe improvvisamente scomparire. Vorremmo, inoltre, chiedere a chi legge, di andare per un attimo, con la memoria, alla propria infanzia e al ricordo di quella insostituibile figura che, per tutti noi, rappresenta ancora oggi la maestra.

Quindi, se possibile, facciamo vincere almeno per una volta il buon senso: la burocrazia e i numeri fanno già tanto male a noi adulti! Grazie

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