Sicurezza
La proposta di Sea: 138 euro a tonnellata
Ma solo se a Pioppogatto ne arriveranno 125mila l’anno, compresi quelli della Piana di Lucca
VIAREGGIO. «I contratti si fanno in due...». Così il presidente del Consorzio ambiente Versilia, Franco Mungai, commenta la proposta che venerdì Sea risorse e Sea ambiente hanno recapitato ai Comuni della Versilia (tutti tranne Stazzema) che sono consorziati in Cav. Proposta che contiene anche l’inquietante definizione della questione tariffe. «Il prezzo unitario a tonnellate di Rifiuto solido urbano - si legge nella comunicazione inviata dagli amministratore delegato Francesco Garruto (lo stesso che fece i conti per il possibile accordo con Veolia che il Cav pensava di poter raggiungere a dicembre 2011) e Alessia Scappini - è di 138,37 euro a tonnellata». Ma (quando si tratta di rifiuti in Versilia c’è sempre un “ma”) « i costi - precisa la proposta - sono rapportati ad un conferimento di 125mila tonnellate l’anno. In caso di minori conferimenti il prezzo della tariffa verrà rimodulato sull’effettivo quantitativo conferito». Come e a quali condizioni questa “rimodulazione” avverrà non è definito. Ma il meccanismo ricalca perfettamente quello imposto dal famigerato contratto Daviddi. Anche perché i Comuni di Cav non possono mettere insieme più di 70mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati. Per non veder salire alle stelle il costo dello smaltimento, la Versilia ha necessità - lo spiega bene il presidente Mungai - che arrivino rifiuti dalla Piana di Lucca. Una condizione che non è semplicissimo realizzare.
Alla domanda su quando il nostro territorio potrà sottrarsi al giogo di questa situazione, tornando ad avere tariffe “normali”, Mungai risponde deciso: «Quando la gestione sarà finalmente nelle mani dell’Ambito territoriali ottimale».
La tariffa definita - continua la proposta Sea - «non comprende le manutenzioni straordinarie non programmate» e neppure lo «smaltimento dei rifiuti attualmente giacenti». La fatturazione ai Comuni «sarà effettuata con periodicità mensile e pagamento a scadenza a 60 giorni dalla data della fattura».
Apertura impianto. L’attivazione dell’impianto - si legge nella proposta delle due aziende Sea - «solo a seguito della predisposizione di una perizia dello stato di consistenza e di funzionalità dell’impianto stesso da concertarsi di concerto con Cav.
I lavoratori. Per avere la nuova società bisognerà attendere ancora qualche giorno. E questo, insieme alla mancata riconsegna delle chiavi, ha preoccupato non poco i lavoratori destinati, al momento, alla cassaintegrazione. Come sottolinea Isaliana Lazzerini, presidente della commissione ambiente della Provincia ed esponente della Federazione della sinistra. «Il costo a tonnellate - continua la proposta Sea&Sea - è derivato dalla predisposizione di un piano industriale volto alla ricerca della massima economictà e prevede l’impiego di 22 persone a tempo pieno per trattare 125mila tonnellate anno».
Insomma, si inizia convinti di poter contare sulla quantità che tiene bassa la tariffa e salvaguarda i posti di lavoro. La nuova società «è comunque disponibile, in accordo con le amministrazioni comunali, per la redazione di specifici piano tcnico-economico- finalizzati alla salvaguardia occupazionale di tutto il personale interessato, su servizi aggiuntivi, al di fuori della gestione dell’impianto a selezione. A titolo indicativo tali servizi potranno interessare: il mantenimento dell’impianto di Falascaia, interventi tesi alla valorizzazione delle frazioni merceologiche raccolte separatamente e da realizzarsi nell’area di Pioppogatto...». Quali siano questa frazioni andrà definito - è il caso di sottolineare - visto che l’impianto è destinato a cambiare produzione secondo le linee guida del progetto Favoino. Oppure no?
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