Sicurezza
Cosap, commercianti contro i balneari
«Per l’uso di un bene pubblico pagano molto meno di noi e ci fanno concorrenza». Comune criticato per gli sprechi
FORTE. Un aumento della Cosap del 100%? I commercianti non ci stanno. «Non si è tenuto conto delle differenti situazioni che gravano sulle diverse categorie commerciali e non appare più accettabile una diversità di trattamento per quanti utilizzano beni pubblici». Si possono riassumere così due tra gli appunti più gravi che l’associazione commercianti del Forte muove all’amministrazione comunale, all’indomani degli aumenti della Cosap. «Martedì scorso – spiega a nome del Direttivo dell’Associazione, il presidente Giovanni Maffei - assieme alle altre associazioni di categoria abbiamo partecipato all’incontro con l’Amministrazione comunale sulla revisione delle tariffe del suolo pubblico. La proposta dell’Amministrazione prevedeva, per le attività a posto fisso aumenti tra il 100% e oltre il 200%, ai quali ci siamo fermamente opposti esponendo una serie di motivazioni di carattere economico e di opportunità legate alla difficilissima situazione che l’intero comparto attraversa. Abbiamo evidenziato fra l’altro - prosegue Maffei - il forte squilibrio tariffario imposto alle varie categorie commerciali, che negligentemente non ha tenuto conto anche degli affitti stratosferici sopportati dalle attività a posto fisso, per cui molte attività del centro si ritroverebbero a pagare per il solo suolo pubblico somme ben superiori a quanto richiesto ad altre attività per l’intera concessione annuale. Prendiamo ad esempio i balneari, che pagano una concessione annuale ben inferiore a quanto pagherebbero, con queste tariffe i pubblici esercizi del centro per il solo suolo pubblico! Tanto più che nei confronti di quest’ultimi viene svolta una notevole concorrenza. Tutto questo non lo reputiamo accettabile in quanto pur utilizzando tutti quanti un bene pubblico, si creano notevoli differenze di costi che provocano una concorrenza difficilmente sostenibile».
«Dalle notizie apprese sulla stampa locale, pare che i rincari siano diminuiti, accogliendo in parte le nostre obiezioni, - proseguono dall’Associazione Commercianti - pur tuttavia questo non sposta la sostanza del problema, e nel prossimo incontro già programmato con l’amministrazione, torneremo ad affrontare la questione».
«Pur comprendendo le difficoltà delle amministrazioni comunali nel far quadrare i bilanci, e prima di essere scaricate per intero sui cittadini, un buon comportamento sarebbe stato un più attento esame delle spese e dei tagli che si potevano apportare. E’ proprio necessaria – concludono dall’Associazione Commercianti del Forte - l’assunzione di un nuovo dirigente per Agenda 21 con notevoli costi? Ce lo possiamo davvero permettere? Così come l’affitto di una struttura nel Comune di Massarosa per l’archivio del settore Urbanistica; non era possibile trovare una soluzione all’interno del nostro Comune? Ci paiono due illuminanti esempi di come, ad esempio, si sarebbe potuto rendere meno doloroso il prelievo fiscale imposto alla cittadinanza ed alle attività produttive».
Franco A. Calotti
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