Il Tirreno

Versilia

Ora spunta il doping Sospetti su due micci del Palio di Querceta

di Tiziano Baldi Galleni e Valentina Landucci
Ora spunta il doping Sospetti su due micci del Palio di Querceta

I test del laboratorio dell’Unire confermerebbero l’uso di sostanze non regolari, si attendono le controanalisi

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QUERCETA. Bocche cucite, almeno nell’ambiente della Pro Loco. Ma la voce intanto circola. Che due micci del Palio appena corso siano risultati positivi al primo test antidoping.

Anche dai presidenti di alcune contrade esce un secco “no comment”. Mentre il brusio continua, ma solo all'interno del Mondo del Palio.

Il nome dei due micci pizzicati è ancora sconosciuto. Ma il fatto che le analisi, effettuate come ormai da tre anni a questa parte dal laboratorio dell’Unire (Unione per l’incremento delle razze equine, oggi denominata Assi - Agenzia per lo sviluppo del settore ippico), abbiano rilevato due casi di “non negatività” al doping è ormai una certezza.

La procedura antidoping, introdotta anche a seguito di un obbligo normativo tre anni fa, prevede il prelievo del sangue e dell'urina sui micci prima e dopo la gara allo scopo di verificare se siano state utilizzate sostanze proibite.

I casi di non negatività, che attende di essere confermata da analisi ulteriori ma che è già stata comunicata dall’UnireLab alla Pro Loco, sarebbero i primi nella storia del Palio. E quindi non sono da escludere dei colpi di scena, perché in caso di conferma dell’assunzione di doping è possibile che la classifica della corsa del Palio subisca delle variazioni.

«Se qualche miccio risultasse positivo all’antidoping sarebbe squalificato, come prevede il regolamento». Sono le uniche parole che si lascia sfuggire Gianluca Ceragioli, consigliere della Pro Loco, nonché responsabile della corsa dei micci. «Per adesso - continua Ceragioli - non so niente, i risultati li conosce solo il Presidente della Pro Loco».

Ma in questa cortina di ferro c'è anche qualcuno che dice con serenità come stanno le cose, non avendo evidentemente niente da temere. Ad esempio il presidente della Madonnina, Antonio Giorgi.

«Anzitutto c’è da dire che ci sono sempre da fare le controanalisi, e che quindi tutto potrebbe cadere nel nulla. Sì, sappiamo che ci sono queste due situazioni positive, e che le analisi dovranno essere mandate in Francia per passare al vaglio di un altro laboratorio».

Insomma, quello che potrebbe prospettarsi è una vera e propria truffa, nei confronti di tutti gli amanti dei giochi delle contrade. Tuttavia bisogna essere cauti, perché spesso può succedere che anche un semplice antidolorifico alteri il risultato dell'antidoping. «Bisogna capire cos'è che ha provocato la positività del test: potrebbe essere stato anche un antidolorifico - continua Giorgi - Detto questo dobbiamo ricordarci tutte le emozioni belle che regala il Palio: un valore che va al di là di questo fatto».

Fatto che, se confermato dalle contronalisi, sarebbe gravissimo per la manifestazione che, oltre tutto, quest’anno ha già subito la sua dose di sfortuna. Intanto il dissapore di alcune contrade per una presunta falsa partenza il giorno della gara che ha visto il trionfo della Lucertola, seguita dalla Madonnina e dal Pozzo. Alla fine della gara dei micci (corsa il 27 maggio) erano stati presentati anche dei ricorsi, poi tutti ritirati perché la partenza era stata riconosciuta valida.

Adesso la manifestazione più attesa della contrade rischia di essere travolta da uno scandalo, per colpa di qualcuno che forse ha alzato il tiro per tentare la vittoria. A dispetto di altri che spendono fior di quattrini per prendere i migliori gli asini o faticano tanti mesi per allenarli al meglio.

Altro servizio a pagina 12

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