Il Tirreno

Versilia

L’ex sindaco: sfilino solo sei supercarri

Le proposte di Gemignani che replica a Lunardini sull’importanza delle due manifestazioni cittadine

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VIAREGGIO. Botta e risposta tra un ex sindaco ed il primo cittadino attualmente in carica. Federico Gemignani (Ghigo) replica alle affermazioni di Luca Lunardini in merito alle manifestazioni più importanti della città, il cui peso non sarebbe più sostenibile. «Caro sindaco - scrive Gemignani - non può dire che Viareggio non può più ospitare manifestazioni come il Carnevale ed il Festival pucciniano. Troppo facile governare così! Il suo è un atteggiamento, oltre che semplicistico, fortemente distruttivo della identità della nostra città. Sarebbe molto più opportuno che lei sindaco, si decidesse - ed è già tardi - a prendere la situazione nelle mani e, senza timori di inimicarsi tizio o caio, adottasse iniziative originali e a volte anche impopolari per ridimensionare, questo sì, ma non affossare, le due manifestazioni più importanti per la città ».

Cosa si vuole ridimensionare, è la domanda posta da Gemignani: «Intanto c'è l'opportunità di rivedere ( e del tempo ce ne è stato tanto) gli statuti delle Fondazioni sburocratizzandole, essendo oggi ridotte (salvo rare eccezioni) a vere e proprie discariche di amici degli amici e dei “trombati” di turno».

Per quanto riguarda il Carnevale, la proposta di Gemignani è quella di «stabilire numero e categoria dei carri ( e se fossero solo 6 supercarri?) Qualificare i complessi internazionali bandistici e curare gli addobbi. Tutto il resto, se compatibile, venga da sé, spontaneamente, sulla spinta della passione e dell'amore dei viareggini per il proprio carnevale».

Sul fronte del Festival pucciniano, continua Gemignani , la proposta è quella di «programmare secondo le reali possibilità, adeguando la struttura organizzativa alla vera entità della manifestazione. Basta viaggi all'estero, inutili e non qualificanti, utilizzare al meglio il nuovo teatro sia per la parte strettamente teatrale, che per quella del foyer che è inutilmente bellissima e grande, senza che produca un centesimo all'anno. E qui le iniziative da prendere possono essere tantissime».

Quindi - è la conclusione dell’ex sindaco - «come vede, signor sindaco, tocca a lei e a lei soltanto. Perché domani, se ci saranno delle macerie, quello che ci resterà sotto, sarà proprio lei».

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