Sicurezza
Caso Franceschi, indagine italiana
Il gip Dal Torrione decide di non archiviare e dispone che si indaghi sulla morte del giovane nel carcere francese
VIAREGGIO. Si apre un’inchiesta italiana sulla morte di Daniele Franceschi, il viareggino di 36 anni morto in Francia, nel carcere di Grasse, nell’agosto 2010. Il giudice per le indagini preliminari, Alessandro Dal Torrione, ieri a sciolto la riserva sulla richiesta di archiviazione presentata dal pm Fabio Origlio indicando «lo svolgimento di nuove indagini, tese in particolare a reperire nuova documentazione presso l’autorità giudiziaria francese in merito al decesso». Tra il materiale indicato, Dal Torrione elenca: «Esiti delle attività di indagine, nominativo di eventuali indagati)». Così come richiesto, scrive il gip, «nell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione» firmato dai legali della famiglia di Daniele Franceschi, Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi.
Le indagini - dispone il gip - sono «da compiersi nel termine di sei mesi, salvo proroghe». Starà ora alla Procura diretta da Aldo Cicala mettere in moto la “macchina” delle indagini.
Qui Francia. Ma non è questa l’unica novità. È datata 4 magio la lettera indirizzata a Cira Antignano, madre di Franceschi, dal capo di gabinetto del presidente della Repubblica francese, Simon Babre. Il quale - rispondendo alla richiesta di incontro più volte formulata dalla signora Antignano nei confronti del capo dello Stato - spiega che il presidente Nicolas Sarkozy (oggi ex) ha segnalato il caso e le richieste a Michel Mercier, all’epoca ministro della giustizia (anche lui oggi ex) dandogli mandato affinché la famiglia del giovane viareggino deceduto «riceva tutte le informazioni necessarie sullo svolgimento del dossier». Assicurando che «zil la giustizia francese è determinata a stabilire i piani di responsabilità della vicenda». Passaggio importante che è stato accolto con la dovuta considerazione dalla famiglia di Franceschi, come sottolinea l’avvocato Aldo Lasagna. Anche se oggi, con il cambio di presidente all’Eliseo, la vicenda è tutta nelle mani di Francois Hollande, al quale si chiede di tenere fede agli impegni presi dal suo predecessore su questa vicenda dolorosissima.
Vicenda dentro la quale - non va dimenticato - Cira Antignano ancora attende di sapere se potrà riavere gli organi prelevati dal cadavere di Daniele. Considerati reperti provanti dalla giustizia francese alla quale, evidentemente, non bastano gli esami effettuati.
Su questo passaggio dello strazio di madre, Cira Antignano ancora non è riuscita ad avere risposte certe. E tra poco saranno due anni dalla morte del figlio. Che in Italia ha lasciato anche un piccolo orfano.
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