Finanza
Progetti dimenticati per le vecchie cave Oggi c’è solo degrado
Due passi sulle colline sopra Quiesa e Massaciuccoli tra paesaggi mozzafiato, rifiuti e edifici in abbandono
MASSAROSA. Anfiteatri scavati nella roccia con vista lago, parchi acquatici, musei dell’archeologia industriale. Discariche, anche.
Di idee e progetti di recupero ne sono circolati tanti, negli ultimi decenni. Eppure oggi Massarosa, ma in particolare Quiesa e Massaciuccoli, portano ancora indelebili i segni delle ex cave che hanno ferito le loro colline. Portare avanti un progetto di recupero, in una area del genere, costerebbe molto. E a complicare le cose c'è il fatto che quasi tutte le cave (tre sul versante del monte Quiesa, sopra il paese, e due a Massaciuccoli) si trovano per un po’ su territorio massarosese, per un po’ su quello lucchese. Anche se poi, a farne le spese in termini di impatto ambientale, è solo il versante di Massarosa, perché solo da quella parte sono ben evidenti le ferite lasciate aperte sui monti.
Chi abita a Massaciuccoli, o a Quiesa, ormai c'ha fatto l'abitudine. «Brutta? Sì, i primi tempi la cava ci sembrava orrenda - raccontano gli anziani che troviamo al bar centrale di Quiesa - ma poi ci siamo abituati. Un po’ come l'autostrada: qui nessuno la voleva, ma ora che abbiamo visto gli effetti sul traffico la benediciamo».
In effetti quelle cave che affacciano sul paese di Quiesa con la bretella verso Lucca sono accomunate da diversi aspetti. Non ultimo il fatto che parte dei materiali utilizzati prelevati dalla cava (pietra, più che altro) è servita anche alla costruzione dell’autostrada. Tutti le conoscono come “cave Bartolomei”, dal nome del vecchio proprietario del terreno che forse già prima degli anni '40 aveva avviato l'attività di escavazione.
«Qui era un via vai di mezzi carichi di massi e terra - raccontano gli anziani - poi negli anni '80 ha chiuso tutto». Oggi lì sù, in cima al monte Quiesa, resta tutto abbandonato. I vecchi edifici in muratura cadono a pezzi, tutte le strutture in ferro sono arrugginite.
«Certo sarebbe bello - dice qualcuno al bar, di più giovane età - invece che lasciare andare tutto in malora, farci un museo dell'archeologia industriale. Oppure qualcos'altro, anche di turistico».
In effetti dalla cava, guardando in basso, si può ammirare un panorama unico: l’intera vallata che porta a Massarosa da una parte, e il lago con lo sfondo del mare dall’altra. Problema analogo a Massaciuccoli, nell'ex cava di Niquila. Anche questa è un enorme ferita su un fianco della collina. Qui però qualche progetto c’era, ma ormai è finito nel dimenticatoio. C'era ad esempio la malsana idea di trasformarla in discarica, prima che qualcuno si accorgesse che a pochi metri c'è il lago. Ma anche di continuare l'escavazione, mettere in sicurezza la zona creando dei gradoni, e trasformare l'intera struttura in un grande teatro all’aperto, con vista sul Massaciuccoli. Con annesso un piccolo parco giochi acquatico. Un progetto che risale al 2001/02 e che allora aveva anche i finanziatori pronti ad investire nell’operazione. Cosa che oggi manca. «Da quando ci siamo insediati - dice l'assessore all'urbanistica Adolfo Del Soldato - abbiamo ricevuto solo generiche manifestazioni di interesse per la cava di Niquila. Posso dire che siamo aperti a considerare progetti seri, che ovviamente non comportino danni o impatti ambientali insostenibili».
Marco Pomella
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