Finanza
Caos rifiuti, altro mese a rischio per i problemi a Pioppogatto
A Viareggio liberare l’impianto potrebbe costare 400mila euro. Veolia: non è a nostro carico I Comuni della Versilia: o le chiavi al Consorzio ambiente o la denuncia per abbandono rifiuti
VIAREGGIO. Proroga dell’ordinanza del sindaco per lo smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziata e attesa, a dita incrociate. della restituzione delle chiavi dell’impianto di Pioppogatto ai Comuni della Versilia rappresentati dal Consorzio ambiente del presidente Franco Mungai. Questo il quadro sul fronte rifiuti. E se per la consegna dell’impianto si parla di domattina, con molti condizionali, i tempi per la riapertura del sito di trattamento rifiuti, tra Massarosa e Viareggio, sembrano decisamente più lunghi. Dentro una trattativa difficile sul tema a chi tocca svuotare l’impianto dalle 7.500 tonnellate di Fos , quella frazione organica stabilizzata che è il risultato di un processo d'igienizzazione e stabilizzazione della componente organica dei rifiuti solidi urbani. Se Tev/Veolia non dovesse restituire le chiavi, i Comuni della Versilia non escludono di denunciare la multinazionale per «abbandono di rifiuti», come conferma lo stesso Mungai, con il pieno accordo del neo sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto.
Ma chi pagherà lo smaltimento delle 7.500 tonnellate al momento stoccate dentro Pioppogatto? È una delle domande formulate nel consiglio comunale di mercoledì sera da Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno. Il testo del verbale siglato in Provincia il 6 giugno parla chiaro: il Cav ed i Comuni che lo compongono provvederanno «per proprio conto ed a proprie spese ad evacuare a smaltire tutti i rifiuti presenti nell’impianto di Pioppogatto, con riserva di rivalersi nei confronti di Tev delle spese sostenute». Spese che sin da ora - è quanto chiesto di scrivere dall’azienda - sono ritenute «non dovute».
Fatti i conti, a Viareggio liberare l’impianto costerà circa 400mila euro. Che potrebbero non tornare indietro.
Ma in questa complicata - e costosa per i cittadini - vicenda i colpi di scena non mancano. Perché il verbale del 6 giugno non è stato firmato dai rappresentanti dei Comuni di Pietrasanta e Camaiore. Una scelta che ha dato vita un documento che chiarisce e precisa i contenuti del verbale. A partire dalla considerazione che il verbale allegato «costituisce mera verbalizzazione delle considerazioni espresse nella riunione del 6 giugno. E, quindi, i contenuti costituiscono mera collezione delle volontà espresse in sede». Il nuovo documento, sull’operazione svuotamento di Pioppogatto è netto: «Essendo gli scarti derivanti dal ciclo di lavorazione Rsu in ingresso prima del 15 maggio, il costo e le operazioni di smaltimento sono da considerarsi ad esclusivo carico di Tev/Veolia che ha già emesso fatture per detto servizio e che non risulta debba essere nuovamente pagata».
Ma non finisce qui. In ballo ci sono 40 posti di lavoro e la nuova società che Sea ambiente e Sea risorse dovrebbero costituire per gestire l’impianto ed assorbire i lavoratori: «In ordine all’individuazione del soggetto che subentrerà a Tev/Veolia, resta inteso che Cav e Comuni consorziati si riservano di verificarne la conformità al quadro normativo e la fattibilità delle proposte operazioni di nuova gestione...». Perchè, in realtà, per affidare Pioppogatto ci vorrebbe una gara. Per “saltare “ la quale i Comuni invocano l’emergenza rifiuti in strada. «Si procederà all’affidamento - spiega Mungai - con un’ordinanza contingibile ed urgente, prorogabile al massimo per 18 mesi». Durante i quali 20/24 lavoratori saranno impiegati nell’impianto e gli altri - almeno per i primi tre mesi - resteranno in cassa intregrazione sotto Tev/Veolia. Per poi passare - conferma Mungai - sotto la nuova società, ancora in cassaintegrazione. Come sarà scelto chi lavorerà e chi no? «Non lo so - risponde il presidente di Cav -: c’è una trattativa sindacale...».
Intanto, è in corso la perizia sullo stato di consistenza ed il funzionamento del sistema impiantistico di Pioppogatto. Perizia affidata ad uno studio tecnico di Pavia, per un costo ancora indefinito.
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