Il Tirreno

Versilia

In migliaia ancora in coda per calcolare la rata Imu

di Corrado Benzioe Flavia Barsotti
In migliaia ancora in coda per calcolare la rata Imu

Caf nei guai, domani è anche sciopero generale proclamato dai sindacati E dalle banche arrivano le prime grane: rifiutato modulo con su scritto Ici

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VIAREGGIO. Caf sempre più nel caos durante gli ultimi giorni che precedono la scadenza del pagamento della prima rata dell’Imu. Ultimo giorno utile per evitare mora e multe è lunedì 18.

«E’ stata davvero un’operazione dettata da superficialità – sbotta Maurizio Cavani, vicedirettore del Caf Inac della provincia – non si è riflettuto abbastanza sulla ricaduta che avrebbe avuto sugli utenti e sui Caf stessi».

Sono giorni di fuoco, infatti, nelle sedi dei patronati, presi d’assalto dai cittadini che, a partire dalle prime ore della mattina fino a tarda sera, si riversano negli uffici per ritirare e compilare i moduli necessari.

Una vera e propria corsa contro il tempo, «resa più difficile - spiega Alberto Focacci, direttore del Caf Inac - dal fatto che la circolare informativa del ministero che stabiliva come applicare la normativa, è stata pubblicata solo il 18 maggio». Insomma praticamente meno di un mese.

Inoltre, come ammette Simona De Prete, responsabile provinciale del Caf Cgil Toscana «l’utenza è di gran lunga aumentata rispetto a quella della vecchia Ici e ciò ha contribuito a rendere la situazione ancor più complicata da gestire poiché il tempo concesso non è sufficiente a soddisfare tutte le richieste».

«E’ questa - spiega Maurizio Cavani - una delle maggiori preoccupazioni dei contribuenti che, anche telefonicamente, bersagliano i nostri uffici, temendo di andare incontro a sanzioni dovute a ritardi o a errori nel calcolo dell’importo».

Ad oggi, ben 18.300, sono le pratiche provinciali svolte dai Caf Inac, secondo i dati forniti da Alberto Focacci, ma, in base alle statistiche, si conta di raggiungere quota 20.000.

Dalle 200 alle 250 sono, invece, le persone che, quotidianamente, affollano il Caf Cgil, secondo il racconto di Simona de Prete; mentre circa 11.000 è il numero delle pratiche portate a termine negli uffici della Cisl, secondo i dati registrati da Gabriella Fenili, segretaria provinciale della Cisl.

Nonostante i numeri considerevoli, alcuni Caf pronosticano che, con molta probabilità, non tutti gli utenti riusciranno a corrispondere, in tempo, l’importo dell’Imu a causa dell’eccessiva affluenza presso gli sportelli.

«Uno dei metodi per smaltire le code ai patronati, potrebbe essere il pagamento online – afferma Simona De Prete – ma questa via non si rivela di facile accesso a tutte le persone. Per quanto ci riguarda, ci impegneremo a fondo affinché non resti fuori nessuno – continua – ma, al momento, non è possibile fornire questa garanzia».

«Non ci resta che sperare in una proroga, ma, purtroppo, per adesso, non ci sono segnali in questo senso – afferma Alberto Focacci – confidiamo, almeno, nell’eventualità che non vengano sottoposti a sanzione coloro che sosterranno la spesa in tempi brevi», ma, come spiega Gabriella Fenili, «riferendoci alle norme attuali, sarà possibile versare l’importo anche dopo la scadenza del 18 giugno, solo aggiungendo una penale dello 0,35%»

Domani poi c’è un ulteriore problema in vista: lo sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl e Uil che dovrebbe bloccare l’attività dei Caf – d’altra parte sono dipendenti dal sindacato, non possono fare i crumiri – ma soprattutto potrebbe rendere difficile il pagamento pressso gli sportelli postali o nelle banche.

A proposito di banche ieri è esploso un piccolo caso in una banca versiliese. Che ad un utente ha rifiutato il pagamento dell’Imu perchè sul modulo c’era ancora la vecchia iscrizione Ici. Stava per nascere un piccolo caso, ma quando la commercialista ha minacciato di rivolgersi ai quotidiani locali per denunciare l’accaduto, la vicenda è subito rientrata. E alla banca non è parso vero di incassare l’Imu.

«Io sono in fila per farmi calcolare l’imu e riempire il modulo per il pagamento – racconta un pensionato di fronte ad un caf dell’Inac – con il risultato che oggi sono in fila e mi ritrovero in fila anche per andare alle poste e pagare. Insomma questo Stato ci rende difficile e faticoso anche il pagamento delle tasse. E poi dicono che noi italiani non abbiamo senso civico e siamo evasori. ma guardateci qua – indica l’uomo – in fila ci sono pensionati, donne, casalinghe, Chi se lo può permettere va dal commercialista e questo poi pensa a lui presso la banca. Io credo che questa sia l’ennesima dimostrazione di come l’Italia sia fatta male».

Difficile dargli torto: in coda c’è un’Italia che paga e pagherà sempre, ma spero che almeno qualche riguardo gli sia riservato.

Se non si paga – fra banca e poste – oggi c’è il rischio di quello che sarà un autentico tour de force.

Perchè domani è venerdì ed è sciopero, poi sabato le banche sono chiuse e gli sportelli della Poste fanno un orario ridotto, restando aperte solo la mattina.

E così si arriva al lunedì 18, l’ultimo giorno utile per pagare senza penalità.

«Ma cosa vuole che succeda lunedì – esclama un impiegato dietro lo sportello alle Poste centrali in via Garibaldi – già il lunedì è un giorno complicato. Pensi lei se tutti si rifanno quel giorno. Di sicuro fino ad ora n on abbiamo visto tantissima gente presentarsi a pagare. Anche perchè non hanno i fogli».

Ma le Poste, la chiaccherata è chiaramente informale, sono pronte a rinforzare gli sportelli?

«Questo non lo so, ma di sicuro sono già partite le ferie. Dubito quindi che ci sia personale da potere mettere in trincea»

E così ci sono pensionati che si stanno scambiando informazioni sugli sportelli meno affollati perchè aperti in località decentrate della Versilia.

A questo ormai siamo arrivati per l’Imu. Eppure il primo ministro Monti, introducendo questa nuova tassa, ha dichiarato che l’imposta fondiaria esiste in tutta Europa. Ma è difficile immaginare che a Lione o a Liegi si paghi in mezzo a questo caos.

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