Il Tirreno

Versilia

Bar e punti panoramici sul lago abbandonato

di Marco Pomella
Bar e punti panoramici sul lago abbandonato

Presentato il progetto di recupero dell’area di San Rocchino: non ci saranno nuovi volumi ma una passeggiata con spazi ristoro e noleggio barche

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MASSAROSA. Un lungo-lago come quelli che si trovano al nord Italia, con qualche panchina davanti alla staccionata panoramica, bar e punti ristoro, la possibilità di noleggiare una canoa o di fare un giro nella quiete del Massaciuccoli. Al posto di un'area da troppo tempo in mano al degrado e alla sporcizia.

Parte l’idea del recupero della zona di San Rocchino, porta d’ingresso per Massarosa per chi viene da Viareggio. Per vederne la fine bisognerà aspettare qualche anno. «Ma per noi è importante - dice il vicesindaco Adolfo Del Soldato - programmare un futuro migliore per Massarosa». A presentare le due proposte di variante agli strumenti urbanistici, l'assessore all’urbanistica Del Soldato e il presidente del Parco (la zona ricade sotto la loro 'giurisdizione') Fabrizio Manfredi. L'idea è quella di destinare quella zona che potenzialmente ha un alto valore ambientale e turistico, ad attività turistico-ricettive, chioschi e bar, aree di sosta per le auto ma anche zone panoramiche. Lasciando la possibilità di noleggiare canoe e permettendo l'attracco di piccoli natanti, che potrebbero quindi avviare un percorso di visite guidate sul lago.

Di nuove costruzioni non se ne parla: al massimo il recupero delle volumetrie esistenti. Le “costruzioni” vere e proprie riguarderanno la parte verso via di Montramito, con qualche parcheggio e marciapiedi.

«Il progetto mira a conciliare - ha detto Del Soldato - la delicatezza di alcune eccellenza naturalistiche e culturali del territorio ancora integre, con la fruizione dell’area. Un altro importante progetto, che presenteremo a breve, riguarderà l’area delle bozze dietro la Salov».

I materiali che si potranno usare sono il legno, la pietra, il metallo. «Pensiamo a strutture amovibili, che possano essere sfruttate in estate, e rimosse in inverno» ha aggiunto Lucia Flosi Cheli. «Vogliamo essere sempre di più - ha commentato Fabrizio Manfredi - un ente "amico" delle istituzioni, del cittadino, dello sviluppo sostenibile».

Prima che Parco e Comune mettano mano alle rispettive varianti ci vorranno almeno 12-18 mesi. E poi si dovrà sperare che le proprietà della zona (che risultano estremamente parcellizzate) si mettano d'accordo per avviare un progetto condiviso. In tal senso non è escluso che la zona possa essere acquistata dal Comune, e gestita tramite i privati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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