Gioco
Turismo balneare già sotto di un milione
I conti di Riccardo Cima, liquidatore del Centro congressi e dell’annesso stabilimento
VIAREGGIO. Turismo balneare sotto di oltre un milione di euro solo per il mancato affitto di sdraio ed ombrelloni, da aprile/maggio a giugno, a causa del maltempo che non ha risparmiato i fine settimana. A fare il conto è chi le cifre maneggia per mestiere: Riccardo Cima, commercialista, liquidatore della Viareggio Versilia congressi, la società con la quale il Comune gestisce il Centro congressi (ormai nei fatti fermo) e lo stabilimento balneare Principe di Piemonte. «La cifra è calcolata - continua Cima - considerando solo il mancato affitto della spiaggia. Senza contare parcheggi, pasti, extra, caffé, gelati».
Un bel “botto” per i balneari che hanno da pensare anche alla via d’uscita dalla scure della aste pronta a calare sul capo dei gestori degli stabilimenti di tutta la costa italiana. Alle cifre indicate da Cima vanno aggiunti, continua il liquidatore, «gli sconti, in media intorno al 10-15% che vengono proposti per confermare la clientela o per non farla scappare, sempre più attenta ai prezzi come è». Attenta ai prezzi, ma anche alla nuova normativa per cui sopra i mille euro è necessario un pagamento tracciabile. Un provvedimento, quello del Governo Monti, che mette fuori gioco - sottolinea Cima - qualsiasi pagamento del sistema-mare (soprattutto quello a rate) che non avvenga nelle regole date.
Quadro fosco, quello tracciato da Termini. E non solo sul fronte sole e spiaggia: «Il sistema immobiliare è fermo e quello della nautica è tornato a venti anni fa. Che vogliamo fare? Io credo che sia necessario creare le condizioni per un vero sviluppo turistico della città. Forte dei Marmi ha puntato sulle presenze per così dire d’elite, Pietrasanta sul turismo culturale ed enogastronomico, Lido su quello giovanile. Viareggio deve essere capace di tornare ad attirare la famiglia della media borghesia: con una pineta pulita, una Passeggiata sfavillante e vivibile, punti di aggregazione, offerta sportiva. Per questo servono, come pure a livello nazionale, degli investimenti. Bisogna avere il coraggio di sforare il patto di stabilità dell’ente pubblico. Altrimenti a settembre, in questa città, si tira giù tutti il “bandone”, come si dice...».
Insomma, il mare non se la passa meglio di quanto non se la passino i commercianti della Marina di Torre del Lago che hanno lanciato lunedì l’ultimo grido di battaglia affinché qualcuno si accorga che al posto della Marina gay friendly, spazzata via dalle politiche dell’amministrazione Lunardini, non è arrivato né il raduno dei frati ma neppure il meeting nazionale di Comunione liberazione. Al posto dei rumorosi giovani che affollavano i campeggi, oggi c’è il deserto...
Una condizione che vive la Passeggiata, dove - tra lavori in corso e incuria - dalle 22 in poi non c’è nessuno. Mentre la Darsena prova a resistere, a patto che i controlli non si accaniscano su ogni fine settimana che il calendario manda in terra.
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
