Il Tirreno

Versilia

«In aumento le violenze in famiglia»

di Matteo Tuccini
«In aumento le violenze in famiglia»

L’assessore Barsotti: «A Massarosa affrontiamo un disagio crescente. E non sempre riusciamo a porvi rimedio»

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MASSAROSA. «Il nostro territorio sta cambiando. Le famiglie allargate e quelle multietniche sono sempre più diffuse, e hanno esigenze e problemi che anche noi come Comune facciamo fatica ad affrontare. La questione della violenza tra le mura domestiche è la più dolorosa. E purtroppo, negli ultimi tempi, sembra sempre più diffusa».

Simona Barsotti, assessore alle politiche sociali del Comune di Massarosa, è scossa come tutti i concittadini dalla notizia dell’arresto di un padre per violenza sessuale ai danni della figlia di 16 anni.

Un orrore a cui è impossibile abituarsi, ma che - secondo l’assessore Barsotti - si sta presentando con troppa frequenza. E questo crea un problema. Anche perché, secondo lei, non sempre si riesce a raggiungere le vittime di abusi, e ad aiutarle nella maniera migliore.

È il caso, ad esempio, di questa ragazza. «Non conoscevamo la sua situazione - afferma la Barsotti - non si tratta, insomma, di una famiglia seguita dai nostri assistenti sociali. Quello che vorrei precisare, ma solo per far capire la situazione, è che non possiamo, come Comune, suonare ad ogni porta per sapere se va tutto bene in casa. Serve, infatti, una segnalazione: di un familiare, di un vicino o di un semplice conoscente, di un compagno di scuola o magari di un insegnante. E questo, nel caso di cui stiamo parlando, non è avvenuto». Quello che avveniva in casa, insomma, lì restava.

C’è da dire che i vicini, quando hanno sentito le urla della ragazza, non hanno esitato a chiamare i carabinieri. Che hanno messo le manette al padre orco. Per carità, questi cittadini non meritano una medaglia: ma almeno hanno fatto il loro dovere. «Certo, ne sono convinta anch’io - dice l’assessore - ma se di questi tempi registriamo troppi episodi del genere, significa che qualche interrogativo dobbiamo porcelo. Non solo a Massarosa, ovviamente. Dove ci sono, se mi è consentito definirli così, i cosiddetti casi cronici: persone che provengono da ambienti disagiati, che hanno difficoltà evidenti, e che vengono monitorate dai nostri assistenti sociali. Poi c’è una zona grigia, dove chi sa, purtroppo, non sempre parla. «Bisogna rendersi conto che ci sono anche stranieri che vengono a vivere qui, e che hanno tradizioni e abitudini diverse. Qui non si parla di razzismo, è una constatazione: c’è chi ritiene “normali” delle prassi abominevoli».

Adesso il Comune attende la decisione del tribunale dei minori per il caso della 16enne. «È chiaro che se il padre è in carcere bisognerà capire quale sarà il destino della ragazza. Se si riterrà opportuno farla stare con la madre, oppure in un centro specifico».

Ci sono, però, anche associazioni di volontariato che si occupano di affidamento di minorenni che hanno subìto abusi di ogni genere, anche sessuali. Volontari che fanno dell’aiuto a questi ragazzi sfregiati una ragione di vita.

E la speranza - se questa giovane non rimarrà con la madre - che qualcuno di loro possa aiutarla a superare l’incubo che ha vissuto per ricominciare a vivere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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