Il Tirreno

Versilia

Cautele sull’Imu ma la Tarsu è a più 30%

di Franco A. Calotti
Cautele sull’Imu ma la Tarsu è a più 30%

Il sindaco Buratti assicura: se le entrate lo consentiranno l’imposta sulla prima casa scenderà allo 0,3%

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FORTE DEI MARMI. «Se i dati delle entrate Imu di giugno saranno positivi ci impegniamo a ridurre di un punto (dallo 0,4% allo 0,3% ) le aliquote per la prima casa, così come vorremmo lasciare a 0,96 l’aliquota massima (un punto meno del previsto) e a non caricare troppo le seconde case per evitare una fuga dai comuni turistici. Il tutto senza sforbiciare troppo i servizi che una cittadina come la nostra deve fornire».

È tutto quello che umanamente il sindaco Umberto Buratti ha potuto promettere all’assemblea cittadina a Villa Bertelli, dove di fronte a un centinaio di cittadini e imprenditori, si è snocciolato dolorosamente il bilancio di previsione 2012. Un bilancio nel quale oltre all’arrivo dell’Imu è previsto l’aumento dallo 0,2 allo 0,8% dell’addizionale Irpef e il rincaro del 30% medio del costo della spazzatura.

«Quello di quest’anno è il primo bilancio dell’era dell’Imu decisa dal Governo Monti per l’anno 2012 – hanno spiegato prima il sindaco Buratti e poi il vice sindaco e assessore al bilancio Michele Molino – con uno scenario che ci impone in partenza, tra rimborsi allo Stato e mancati trasferimenti un debito di 5.600.000, che graverà sulla spesa corrente. Roma, peraltro, ha stimato un gettito dall’Imu di ben 11.280.000 euro, cifra che appare ben distante dai dati reali derivanti dagli archivi comunali che indicherebbero invece una possibile entrata Imu per 2012 di 8.900.000 euro. Da qui, la richiesta della differenza da parte dello Stato che peraltro si è pure riservato la possibilità, entro dicembre, di variare l’aliquota degli incassi a proprio favore».

«Come si sa, la spesa corrente – ha poi rammentato Molino - serve al Comune per offrire i servizi ai cittadini, dallo smaltimento dei rifiuti alla scuola (dove almeno il 50% dei ragazzi viene da fuori comune), e per pagare gli stipendi dei dipendenti». Un taglio netto poi alle polemiche dei giorni scorsi: «Parliamo seriamente di finanze e per troncare inutili polemiche, sollevate ad arte dall’opposizione – ha sottolineato Molino – va detto che l’acquisto della nuova sede per la polizia municipale, all’ex Abc Moto, non c’entra niente e non avrebbe modificato di una virgola l’importo dovuto allo Stato». «Dividiamo, infatti, le spese correnti da quelle di investimento» ha segnalato anche il ragioniere capo Massimiliano Germiniasi. «Spesa corrente che al Forte – ha ripreso l’assessore al bilancio - è poco equilibrata, e a cui hanno contribuito gli oneri di urbanizzazione, che in passato l’hanno coperta fino al 75%. Ebbene, non si può continuare così. Noi abbiamo già ridotto questa partecipazione, e lo faremo ulteriormente, per rispondere ad un bilancio più virtuoso». Addio, dunque alle speranze di una pressione fiscale locale meno aggressiva? No, infondo, «l’assemblea non ha tarpato le ali alle speranze» come ha ribadito anche Molino: «Confermo la volontà dell’Amministrazione di mantenere l’aliquota Imu per la prima casa al 0,4%, e anche l’intento di ridurla allo 0,3% se quando verranno resi noti gli incassi di giugno, che per adesso sono soltanto presunti, e se ci saranno le condizioni per poterlo fare». Ma per non farsi troppe illusioni è bene ricordare che per ridurre un punto sulla prima casa Buratti & C dovranno trovare nelle casse ben mezzo milione di euro, che diventano addirittura 1.850.000 euro se la riduzione di un’unità si volesse applicare alle seconde abitazioni. Cifre difficilissime da trovare nelle pieghe di un bilancio che non ha margini. «Non si può tagliare sul personale, sulle rate dei mutui, sui rifiuti (campo dove si arriverà presto al 100% della copertura della spesa), sulle utenze, sul sociale, la scuola e la funzione amministrativa – ha detto il ragioniere capo – restano così cultura, turismo, sport e polizia municipale, che hanno però incidenze ridotte e comunque servono ad un paese come il Forte alla sua “mission” turistica».

Il sindaco Buratti ha segnalato anche che come promesso non è stata messa mano alla tassa di soggiorno, e come all’orizzonte si profilino dei risparmi nel settore rifiuti: «Si spenderà di più sulla raccolta - ha detto - perché adesso l’Ati. applicherà tariffe reali dei costi, ma si dovrebbe risparmiare sullo smaltimento rispetto al vecchio e oneroso Contratto Daviddi». Buratti ha anche evidenziato dei costi del sistema extrascolastico su cui si potrebbe anche intervenire: nei due nidi cittadini, su 160 mila euro di entrate ci sono ben 535 mila euro di spese, e questo nonostante le lamentele delle famiglie sull’esosità delle rette, così come per le mense e le colonie estive che a fronte di 150 mila euro di entrate costano al comune ben 377 mila euro.

Il comune si trova a fare i conti anche con il Patto si stabilità «che impone a Forte dei Marmi - continua il vice sindaco - di finire la gestione 2012 con un saldo di ben 2.400.000 euro di attivo che non si potranno spendere, pena sanzioni devastanti che vanno dal divieto di assunzioni a qualsiasi titolo, alla riduzione della spesa corrente alla media degli ultimi tre anni, fino a rimborsare obbligatoriamente al Ministero lo sforamento, cosa che da sola, vanifica ogni velleità in merito». «Rimbocchiamoci le maniche e assieme vediamo cosa si può fare - ha concluso Buratti - fermo restando la volontà di tutela delle fasce deboli, dei servizi essenziali e dell’economia turistica del Forte».

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