Il Tirreno

Versilia

Annega sotto gli occhi degli amici

di Claudio Vecoli
Annega sotto gli occhi degli amici

Scultore padre di quattro figli si tuffa fra le onde alle 6 del mattino e viene trascinato via dalla corrente

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Era arrivato insieme ad altri tre artisti suoi connazionali nella tarda mattinata di lunedì direttamente da Astana, vivace capitale del Kazakistan, giovane stato asiatico ricavato fra Mar Caspio, Russia e Cina sorto dalle ceneri dell'ex Unione sovietica. Motivo del viaggio di lavoro: controllare che l'esecuzione di alcune sculture che erano state commissionate a due costruttori del Carnevale di Viareggio – Roberto Vannucci e Carlo Lombardi – procedesse senza intoppi. Alloggiato in una camera con vista sul mare all'hotel Astor, insieme ai suoi compagni di viaggio si è però fatto prendere dal desiderio di fare un bagno in mare. Un desiderio che – complice il mare molto mosso, le correnti fortissime e l'orario a dir poco inadeguato – si è rivelato un'imprudenza fatale. E così Kanat Nurbaturov, quarantatré anni compiuti il 10 maggio scorso, nativo di Astrakhanka ma da tempo trasferitosi nella capitale Astana, padre di quattro figli e un luminoso futuro da scultore di fronte, nel suo Kazakistan tornerà adesso soltanto dentro una bara.

In viaggio di lavoro. Kanat Nurbaturov e i suoi tre colleghi artisti erano partiti da Astana lunedì mattina di buon'ora. Con un volo di linea avevano raggiunto l'aeroporto milanese di Malpensa e da qui, insieme all'autista di un pulmino e ad un traduttore, erano partiti alla volta di Viareggio. Destinazione: gli hangar di Carlo Lombardi e Roberto Vannucci dove i quattro scultori kazaki dovevano controllare come procedeva la lavorazione di una serie di sculture destinate ad un teatro di Astana. I quattro artisti erano arrivati in città nella tarda mattinata ed avevano incontrato i due carristi proprio per fare un punto della situazione. Avevano osservato i modelli ormai pronti per essere trasformati in calchi e deciso alcuni ritocchi prima che le opere fossero fuse in bronzo. Un lavoro certosino iniziato lunedì pomeriggio e che avrebbe dovuto concludersi ieri pomeriggio, prima della loro ripartenza per Malpensa.

All'alba la tragedia. La sera, tornati in hotel dopo la prima giornata di lavoro, i quattro artisti si sono riuniti. E vedendo dalle finestre delle loro camere la spiaggia, hanno deciso che l'indomani avrebbero fatto un bagno in mare. E poiché l'appuntamento di lavoro era di primo mattino, hanno deciso di anticipare i tempi proprio per potersi togliere quel desiderio. Così hanno messo la sveglia all'alba (fra l'altro, grazie al fuso orario che prevede quattro ore di differenza fra l'Italia e il Kazakistan, è come se si fossero svegliati poco prima delle 10 di Astana) e sono scesi in spiaggia. Uno di loro ha preferito lasciar perdere ed è rimasto sulla Passeggiata per vedere le vetrine dei negozi. Gli altri tre sono entrati al bagno Alfea, si sono spogliati, hanno appoggiato i loro vestiti su un lettino e sono entrati in acqua. Evidentemente non conoscendo bene il mare, non si sono preoccupati troppo per le onde alte e per la corrente. Uno dei tre scultori ha poi filmato con una telecamerina l'ingresso in acqua di Kanat Nurbaturov compreso quando perde il controllo e viene risucchiato dalle acque. Quando si sono resi conto che l'amico e collega non riusciva a tornare a riva, i due hanno tentato di soccorrerlo prendendo anche un patino di salvataggio. Ma ogni tentativo è risultato inutile. Non solo. A quell'ora – erano più o meno le 6,30 – in spiaggia non c'era nessuno che potesse aiutarli. E così lo hanno visto inghiottire dal mare forza quattro.

Ricerche senza esito. I due scultori rimasti in salvo hanno cercato di dare l'allarme. Impresa per altro resa ancor più difficile dalla lingua,visto che entrambi parlano solo il kazako. A gesti hanno però spiegato a Donatella, la donna delle pulizie del bagno Alfea, che ha subito dato l'allarme al 118 e alla Capitaneria di porto. Visto che di Kanat Nurbaturov si era persa traccia, nel giro di pochi minuti è uscita in mare anche la motovedetta della Guardia costiera che ha cominciato a perlustrare tutta la zona con la speranza di recuperare lo scultore ancora in vita. Stessa cosa ha provato a fare una pattuglia a piedi sempre della Capitaneria di porto che ha battuto palmo a palmo la battigia. Ma più i minuti passavano e più le speranze inevitabilmente si assottigliavano. Intorno alle 8, dopo oltre un'ora di ricerche vane, il corpo senza vita di Nurbaturov è spiaggiato di fronte al bagno La Pace, circa mezzo chilometro più a sud dal punto in cui era accaduto l'episodio. Ma anche il disperato tentativo di rianimarlo da parte del medico del 118 e dei volontari della Croce Verde non ha avuto alcun esito. E così il cadavere del quarantatreenne scultore è stato portato direttamente in obitorio, da dove nei prossimi giorni partirà alla volta del Kazakistan, dove ad aspettarlo ci saranno la moglie e i quattro figli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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