Gioco
«Tanta passione ma bisogna investire sulla promozione»
Il presidente di giuria, Ghirlanda, lancia l’idea di una notte bianca per richiamare il grande pubblico
CAMAIORE. «È una tradizione che non morirà mai. Ma bisogna fare qualcosa per farla conoscere anche fuori i nostri confini». Gabriele Ghirlanda, imprenditore, camaiorese doc e presidente della giuria tecnica de Il Tirreno per la piccola competizione organizzata in occasione del Corpus Domini di quest’anno, analizza la manifestazione.
Senza risparmiare qualche critica. «Come ha sottolineato anche il Tirreno - dice Ghirlanda - anche a me è parso che per la manifestazione di quest'anno, rispetto allo scorso anno, c'era molta meno gente. È una tradizione che ha bisogno di un rilancio. In giro, fuori da Camaiore, non ho visto nessun manifesto a pubblicizzare l'evento».
Di certo, gente o non gente, la manifestazione è ben radicata, un valore da difendere. «Quello che ho visto è il grande entusiasmo dei tappetari. Al di là della qualità delle singole opere si respira il sentimento, la tradizione, la radice culturale. I tappeti non moriranno mai, ma bisogna aiutarli».
Più promozione quindi e mirata. «Questa manifestazione rappresenta una unicità, tipica per Camaiore e per la Versilia. La sua origine è religiosa, è vero. Ma bisognerebbe pensare anche al "prodotto" dal punto di vista turistico. Lasciare i tappeti per le strade per ore, come vorrebbero alcuni commercianti, non lo trovo giusto. Ne snatura il senso, quello di essere il tappeto dove passa la processione religiosa. Però si potrebbe creare una serie di eventi attorno, una vera e propria "notte bianca dei tappeti". Ossia tanti mini-eventi culturali, non “chiassosi”, che possano far vivere l'intera costruzione delle opere d’arte per tutta la notte fino all’alba della domenica».
Un’idea, questa di cui forse potrebbe farsi promotrice l’associazione dei tappetari, che tanto ha fatto e sta facendo per valorizzare l’evento, ma anche la neo eletta amministrazione comunale che avrà, tra i propri compito, anche il rilancio del centro storico di Camaiore. E quella dei tappeti potrebbe essere la tradizione giusta dalla quale partire.
Ghirlanda sottolinea inoltre i tanti giovani e giovanissimi che sabato notte erano alle prese con la pula colorata. «Grazie ad alcuni insegnanti la memoria e le radici storiche di questa tradizione vengono tramandate alle giovani generazioni. È importante per il futuro. Come sarebbe importante - conclude il presidente di giuria, riprendendo una richiesta di Franco Benassi dell'associazione tappetari - che ripartano da subito i corsi di minitappetari nelle scuole».
Marco Pomella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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