Italia
«Salvate la Marina o sarà la rivolta»
Commercianti, albergatori, gestori dei camping e dei bagni: senza i locali la frazione perde 150mila euro ogni sabato sera
TORRE DEL LAGO. Tempo qualche settimana ancora e la Marina di Torre del Lago «sarà fuori dai circuiti turistici». Parola di Andrea Querzolo, approdato in zona qualche anno fa con il “Nana Banana” e titolare anche dell’hotel “Villa rosa”, è una delle voci degli imprenditori turistici della frazione: «Per ogni sabato sera che non decolla più - questi i conti - Torre del lago registra un mancato incasso totale di 150mila euro».
È il racconto della crisi, declinato a più voci. Una crisi che non è solo economica, ma deriva dalle scelte amministrative degli ultimi anni. Compresa quella di chiudere il capitolo “movida” «senza sostituirlo con nient’altro», è la denuncia dei commercianti riuniti nell’associazione “TorreViva” presieduta da Alessandro Benedetti, titolare della pizzeria alla rotonda su viale Europa. «C'è stata imposta una chiusura totale in questa zona - argomenta ancora Querzolo - senza un cambio di turismo nell'immediato».
«O ci fanno lavorare da subito o ci sarà una rivolta». La voce degli imprenditori di Torre del Lago arriva forte e chiara. «I clienti dormono e mangiano, sono contenti, poi arriva la fatidica domanda: “Che possiamo fare dopo cena?” Questo chiedono i clienti. Ed io non posso che chiedermi: ma che cavolo di turismo si fa?». A parlare così è Alessandro Cappellini, titolare del “Turandot”, l’unico albergo della frazione: «Cosa fa la politica? Niente: perché è molto più semplice ignorare». Nascondere la testa sotto la sabbia, prosegue l’albergatore, mentre in rappresentanza dei camping Mamerto Morescalchi annuisce vigorosamente: «Sulla Marina c’è un calo di presenze del 60-70% e gli stabilimenti balneari sono nelle stesse condizioni. Di contro, non si progetta, non si investe una lira... E pensare che Torre del Lago oggi è più rappresentata di Viareggio stessa in Comune».
Non si incassa e non si dà lavoro. Gli imprenditori di “Torre Viva” hanno ricevuto, in questi mesi, centinaia di richieste di assunzioni. Ma le scelte vanno, purtroppo, esattamente in senso contrario: all’albergo di Cappellini si contano «quattro dipendenti in meno, perché si cerca di fare tutto in famiglia»; cinque in meno al “Nana Banana”, mentre alla gelateria “la Boheme” «se abbiamo necessità di personale ricorriamo al lavoro a chiamata». Senza contare il Mama Maia, chiuso fino a ieri dalla magistratura, che «contava una quarantina di dipendenti».
Non c'è più tempo, per la Marina di Torre del Lago: lo dice senza giri di parole Emanuele Pasquini, direttore di Confsercenti: «Non c’è più tempo e non possiamo più tollerare il silenzio delle istituzioni. Abbiamo urgenza di rispondere alla situazione attuale, abbiamo bisogno che si metta in piedi una task force d'urgenza e si ragioni della strategia dello sviluppo. Il tavolo di confronto avviato ma che non c'è più è il simbolo del silenzio istituzionale». Regione compresa che a quel tavolo si è seduta a settembre per affidare un incarico relativo ad uno studio dei flussi turistici sulla Marina del quale non si è più avuta notizia.
Fare in fretta, è il grido d’allarme di Torre del Lago. Anche a capire «cosa c’è dietro la morte della Marina». Regina Satariano, presidente del Consorzio Friendly Versilia, cui la frazione deve buona parte della propria fortuna negli ultimi anni, non ha dubbi: «Non escludiamo di presentare un esposto alla Procura di Lucca affinché si faccia chiarezza sui responsabili del danno che stiamo tutti subendo. E sugli interessi che ci sono dietro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
