La manifestazione
Pucciniano, si insedia Giuseppe Ferrazza
Il nuovo presidente ha offerto il ruolo di consulente musicale ad Antonio Tasca. Con ingaggio segreto
TORRE DEL LAGO. Festival Pucciniano, cambio della guardia: a meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative inizia, da ieri, il terzo mandato alla guida della Fondazione. Per la quale il sindaco Lunardini ha voluto prima Massimiliano Simoni, poi Paolo Spadaccini, ed ora Giuseppe Ferrazza, fresco di “divorzio” da teatro di Trieste che a marzo gli ha rescisso il contratto. Ma un soffio di bora Ferrazza potrebbe portarlo anche in riva al lago caro a Puccini. Dove ieri pomeriggio, in occasione del consiglio di indirizzo che ha “incoronato” Ferrazza, si è fatto vedere Antonio Tasca che a Trieste è responsabile dell’area artistica. Al tenore Ferrazza ha offerto l’incarico di “consulente musicale”, così la dicitura indicata dallo stesso neo presidente alle domande che il “Tirreno” ha rivolto all’ufficio stampa del Festival. «Tasca sta valutando l’offerta di consulenza», così fanno sapere dalle rive del Massaciuccoli. In cosa consista l’offerta, però, non è dato saperlo. E non è una novità in casa della Fondazione lirica che non ha ancora deciso se ottemperare o meno a quanto disposto dal difensore civico regionale, il quale ha sancito il diritto del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago di disporre di tutta la documentazione richiesta anche sul fronte dei bilanci.
Tantomeno si sa l’entità dell’offerta economica che Ferrazza avrebbe fatto a Tasca per la consulenza. Ed alzi la mano chi può sostenere che questo non sia un elemento che fa decidere per il sì o per il no. Soprattutto in una situazione di “vacche” magre come quella che la Fondazione ha fin qui denunciato (oppure le cose stanno meglio del previsto e si può aggiungere un’ulteriore spesa?),
La cifra dovrebbe essere portata oggi pomeriggio all’attenzione del consiglio di amministrazione della Fondazione. Che deve fare i conti con il bilancio preventivo 2012 che potrebbe trovare qualche consigliere poco disposto all’approvazione. Vista l’incertezza di una tassa di soggiorno avviata lungo un cammino che non porterà sicuramente, nelle casse del Festival, gli 800mila euro previsti come cifra massima dall’amministrazione comunale.
Per non parlare del contributo ministeriale: al ministro Ornaghi la nomina di Ferrazza (uomo del predecessore Bondi) non sarebbe andata già per niente. Tanto da indurlo a stringere i cordoni, già tirati, della “borsa”. E poi, è vero o no, che nella commissione musicale del ministero il Festival torrelaghese non sarebbe «ben visto», come avrebbe spiegato il neo presidente prima di chiudersi nella riunione per la scelta del cast della stagione che si va ad aprire a breve?
Donatella Francesconi
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