Sicurezza
Lettera al Comune: questa Tia non la possiamo pagare
TORRE DEL LAGO. Un avvocato per sedici concessionari che al Comune hanno fatto scrivere chiaro e tondo: «L’esosità della somma da sborsare per il pagamento della Tia rischia di inficiare...
TORRE DEL LAGO. Un avvocato per sedici concessionari che al Comune hanno fatto scrivere chiaro e tondo: «L’esosità della somma da sborsare per il pagamento della Tia rischia di inficiare definitivamente ogni possibilità di ripresa delle attività. Senza considerare che, in ogni caso, risultano difficilmente reperibili le risorse per potervi effettivamente fare fronte». Così la lettera firmata dall’avvocato Benedetta Marlia per conto dei clienti che al legale si sono rivolti «rappresentandomi la problematica afferente la grave difficoltà nel provvedere al pagamento della passa per la gestione dei rifiuti». Tassa tra le più alte della Toscana, grazie allo scelte degli anni passati che hanno “incastrato” i Comuni della Versilia tra l’inceneritore di Falascaia e di contratto Daviddi.
Se è vero che non tutte le attività della Marina «risultino in senso tecnico stagionali», sottolinea l’avvocato, «vero è che le medesime non possono che contare di introiti effettivi solo limitativamente ai mesi di luglio ed agosto». La richiesta avanzata è quella della «revisione dei coefficienti di calcolo» o della «concessione della possibilità di rateizzare le somme dovute». Ricordando, tra l’altro, che «nei Comuni limitrofi, caratterizzati da zone turistiche con bacini di utenza ben maggiori, vengono applicati coefficienti di calcolo assai inferiori a quelli della Marina di Torre del Lago».
Senza contare - sottoliena con forza Mario Pistoia, titolare dell’edicola su viale Kennedy e storico concessionario dela Marina - «che abbiamo, come tutti, la tegola dell’Imu che significa pagare minimo il doppio di quanto versavamo prima. Tutte spese che si vanno a concentrare su un inizio stagione terribile. Così ci mettono davvero in ginocchio...Se continua così, a fine estate, ci si incatena tutti ai nostri debiti e si ridanno le chiavi al Comune...».
Pistoia si accalora quando indica il grande spazio verde, e vuoto, dietro l’edicola-bazar: «Che ne è dell’anfiteatro? Promesso dall’amministrazione precedente è morto nelle mani di quella attuale...Ma qui sulla Marina se si vuole organizzare un evento non c’è nemmeno un metro quadrato...». Quello che non manca, invece, sono le antenne delle telefonia mobile: tre ripetitori installati nel giro di un chilometro e due in arrivo. Quella all’inizio di viale Europa - denuncia con forza Pistoia - «permette di prendere con il telefonino fino a sette miglia e mezzo dalla costa». E chi vive e lavora sulla Marina ha paura: «Perché i nostri cari si ammalano e c’è già chi è morto...». (d.f.)
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