La manifestazione
«Ormai Anteprime è diventata grande»
Cavallero (Mondadori): gli unici problemi sono stati di crescita. Pietrasanta? Rapporto ottimo, non c’è motivo di andarsene
PIETRASANTA. In sottofondo ci sono le prove di Noa, uno spettacolo di grazia. E di gentilezza: la cantante israeliana, dopo ogni assolo, chiede al pubblico se la sua voce è ok... Forse è per questo che il sorriso di Riccardo Cavallero, direttore generale di Libritrade Mondadori e responsabile per la casa editrice del festival Anteprime, è così largo. «No, in realtà siamo contenti del risultato di questa edizione. È stato un grande successo, basti pensare che le 30mila presenze complessive del 2011 sono state eguagliate tra venerdì e sabato. La prospettiva, a giochi fatti, è di un risultato molto superiore all’anno scorso. Come dicono i sudamericani - sorride sornione - a la tercera va la vencida: la terza volta, nel senso di edizione, è quella buona».
Rapporto ottimo con la città. Cavallero si gode la consacrazione di Anteprime, ma ha anche occhi e orecchie: ha letto i giornali e sentito i commenti. Da mesi sul festival che permette agli scrittori di raccontare la loro prossima opera le discussioni sono all’ordine del giorno. Ma solo (o quasi) perché Pietrasanta non vuole perderlo.
«Non c’è motivo di avere questo timore - spiega Cavallero - il rapporto con la città è ottimo, e con l’amministrazione comunale idem. Direi, anzi, che con il sindaco Domenico Lombardi c’è amicizia: si tratta, nel nostro caso, di un rapporto di lavoro schietto e semplice. Purtroppo - ironizza - non ho più l’età per farmi curare da lui».
Certo, Pietrasanta fa di tutto per tenersi il festival. Ma i corteggiatori, come per i calciatori forti, non mancano. «Che ci possa essere interesse per Anteprime altrove è un conto - spiega Cavallero - che noi abbiamo l’idea di andare a spasso per l’Italia, è un altro. E posso dirvi che non è così. Ripeto, i risultati dicono che la formula è vincente e che si sposa benissimo con la città».
«Viabilità da migliorare». Questo non significa che Mondadori non abbia le idee chiare anche su cosa può essere migliorato. «Gli unici problemi che abbiamo avuto - afferma Cavallero - sono stati di crescita. Abbiamo puntato su una nuova fascia fino alle 23,30, domandandoci anche noi se ci sarebbero state persone pronte a sentir parlare di letteratura fino a quell’ora. Abbiamo avuto bisogno di nuovi spazi. Ma nel complesso, quello che è accaduto ci gonfia il cuore. L’esordio di venerdì ci teneva col fiato sospeso, ma in tutte le tre giornate abbiamo visto la piazza piena, così come le varie location». Ed è qui, secondo Mondadori, il punto della questione. «Capisco che il Comune può fare il giusto - sostiene il manager - ma viabilità e accessibilità possono essere migliorati. Ripeto: quando una cittadina con meno di 30mila abitanti ne riceve 10mila in più a sera, bisogna capire come accoglierli per limitare al massimo i disagi».
Il festival del futuro. Ora Cavallero e il suo staff si concederanno qualche giorno di vacanza, poi si parte con l’edizione 2013. «Qualcosa cambierà - afferma il manager di Mondadori - un giorno in più? No, non ci piace allungare il brodo. Penso, piuttosto che il mondo digitale debba trovare una sua rappresentazione all’interno del festival. Bisogna aumentare la sensibilità di Anteprime verso questo mondo, magari “preparando” l’attesa sul web». Arrivederci all’anno prossimo, allora. A Pietrasanta. «Certo, ci sono tutti i presupposti perché sia così».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
